marzo, 2010


28
mar 10

Risotto con iPhone …

risotto e iphone - rimedio umidità
“Oggi la cucina consiglia un bel risottino leggero, al dente, con condimento di ……….. iPhone“.

Ebbene si, esiste una ricetta anche per cucinare l’iphone o per meglio dire …resuscitarlo.
No, non sono impazzito e non è nemmeno uno scherzo, anzi…

Allora, per farla breve, ieri sono andato con la mia stupenda moto a trovare i miei stupendi amici di Vernio i quali producono dell’ottima birra artigianale. Bevi, bevi e ribevi, è giunta l’ora di partire per ritornare nella mia stupendissima Firenze. Così non curante del fatto che stava venendo giù il mondo (leggasi acqua) ho messo il mio stupendo telefono nella tasca esterna della mia stupenda giacca da moto. Mi sono fatto la mia bella oretta, quasi, sotto l’acqua e sono arrivato a casa.
E cosa sento non appena metto la mano nella tasca?
Un iphone fradicio zuppo d’acqua. Nooo, Porcazozza @!!/#
Panico!!!
Lo schermo non si vedeva, qualcosa a malapena, e dava pochi segni di vita.
In un istante mi sono visto passare davanti agli occhi tutta la vita, del telefono. In effetti pochi mesi ma molto intensi.
E ora? Panico nuovamente.
Così, frugando nel web, ho trovato un’anima pia che mi ha detto…”metti l’iphone dentro al riso”.
Lo stavo per mandare a quel paese poi c’ho ripensato.
Boh, proviamo. Non ho da perdere niente…
Così ho razzolato in cucina ed ho trovato del riso per sushi, ho preso un contenitore alimentare, di quelli di plastica con tappo ermetico, ed ho messo prima il riso, facendo un bello stratino, poi sopra l’iphone spento e senza sim card ed ho chiuso.
L’indomani mattina, il mio splendido telefonino, era resuscitato!!!!!!
Ora sono diverse ore che è ripartito e funziona tutto, come nuovo.
Il riso ha assorbito l’umidità dentro al telefono ed ha reso un uomo felice.
Ora mi tocca mangiare riso per un mese…

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20
mar 10

Birramisù …

Birramisu' - Tiramisu' alla birra

“Porta un dolce…”

Quando mi dicono così mi verrebbe spontaneo rispondere ‘porto il tiramisù fatto con la birra’ ma poi desisto subito perché immagino già la risposta disgustata stampata sulla faccia del mio interlocutore e quindi …taccio.
Solo alla fine, quando tutti sono satolli ed il dolce velocemente spazzolato …parlo.

‘Nel tiramisù c’ho messo la birra’
esordisco.
Silenzio ….poi…
‘Birra????  Non ci si crede. Ma dai… Buono però! ‘

Ecco, questo è il discorso che segue … sempre.

Il dolce è il classico tiramisù fatto con le solite cose ma sostituisco il caffè con una birra in stile stout (per gli ignoranti in materia è la Guinness Extra Stout, quella in bottiglia). Questa volta invece ho usato una birra in stile ‘porter’ * regalatami dal mio amico Franco. Una Porter Wagoner del birrificio artigianale White Dog di Modena. Per me, che sono un amante delle birre scure, questa è una goduria. Nera, profonda, tostata e dolce, con le sue note di caffè , cioccolato e liquirizia.
Insomma adattissima a regalare a questo tiramisù dei sapori diversi e trasformarlo quindi in un birramisù.

Passiamo alla ricetta:

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17
mar 10

Lampredotto e porri …

A Firenze il banco dei trippai è un’istituzione.
Ci si trovano le personalità più disparate; avvocati, muratori, geometri, perfino signore in pelliccia. Una specie di ‘livella’, come diceva il nostro Totò, ma in chiave gastronomica. Il piatto principale e principe del banco è senza dubbio il lampredotto*. Generazioni di fiorentini si sono sfamate a suon di panini co’ i lampredotto. Il classico è nel panino (per me il meglio è la rosetta e qui ce ne sarebbe per aprire un altro post) con la parte sopra del pane bagnata nel suo sugo e poi, come succede al bar per il caffè , ognuno se lo personalizza come crede; liscio con sale e pepe, solo sale e salsa verde, solo verde e pepe oppure il servizio completo con sale, pepe, verde e piccante. Io lo preferisco con sale, pepe e salsa verde. Ormai quando arrivo al banco da Fulvio, il trippaio delle Cure, chiedo sempre ‘il solito’. Un po’ ci godo e fa pure fico. Oggi invece, tanto per cambiare, ho preso un bel piattino di lampredotto coi porri, rosetta e gotto di vino rosso, degustato felicemente a sedere su uno degli strapuntini che si trovano al banco. Infatti Fulvio è rimasto un po’ sorpreso tanto che aveva avviato subito a farmi il panino. Una parentesi gastronomica davvero piacevole e goduriosa tanto che volevo fare il bis. Meno male non ho assecondato la mia gola. Mi sarei ritrovato in ufficio a rantolare dal sonno davanti al pc per il mega abbiocco post-pranzo.

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