luglio 16th, 2010


16
lug 10

Argentina e Cile (Patagonia)

Settembre 2009

Giorno 1

Partito.
Sono partito per il mio ennesimo viaggio in capo al mondo. Stavolta meglio dire ai ‘piedi del mondo’. Vado in Patagonia. Terra lontana, terra estrema. Il treno parte regolare, è il freccia rossa, quello nuovo. A me sembra uguale a quello che c’era prima. A Fiumicino incontrerò i miei nuovi compagni di viaggio. Ogni volta la curiosità di vedere volti nuovi è grande. (Queste note le scrivo in fretta e tralascio molto l’ortografia ed il senso a volte non si capirà bene. Abbiate pazienza.)
Incontro con quelli che saranno i miei compagni di viaggio per tre settimane. Coordinatore Giovanni, un tipo atletico molto giovanile. Io mi aspettavo un classico pensionato e invece promette bene. Gli altri sono tutti ragazzi molto giovani. Giacomo e dell ’89 gli altri due ancora non so. Domani chiederò. La cena in aereo faceva letteralmente schifo: una lasagnetta con cremina e piselli poi sotto pura colla di pasta, mangiata lo stesso per la fame. Meno male che c’era una vaschetta di biscotti e formaggio fresco spalmabile. Per iniziare ho chiesto pure una ‘cerveza’. Adesso smetto di scrivere perché il pasticcone di sonnifero sta facendo effetto e scrivere diventa difficile sulla tastiera del mio fido iPhone. Sono più le parole che sbaglio che quelle corrette.
Buena noche. Ci vediamo domani a Buenos Aires.

Giorno 2

Oggi secondo giorno di viaggio. Dopo un volo molto tranquillo ( forse dovuto proprio al pasticcone) alle 5.00 siamo atterrati a Buenos Aires. Città enorme e tipicamente sud americana. Sporco un po’ ovunque , inquinamento acustico e di traffico. Molti visi occidentali. Molto probabilmente dovuto alle diverse etnie di migranti giunti il secolo scorso. Preso la metropolitana siamo sbucati in Plaza de Mayo. Molto bella e ventosa. Facciamo qualche quadra a piedi (così si chiama l’isolato) ci avviamo al mercatino di San Elmo ma troviamo tutti i negozi chiusi. Torniamo indietro verso Plaza de mayo. Mangiamo delle impanadas per strada e ci facciamo qualche birra. Il tutto per ingannare il tempo ed arrivare all’ora giusta per prendere l’aereo per Trelew. Dopo un paio d’ore di attesa siamo in partenza e dopo 1h40′ di volo, arriviamo. Appena atterrati il fresco del sud inizia a farsi sentire con i suoi sette gradi. Adesso, mentre in Italia l’estate volge al termine, li siamo a fine inverno. Prendiamo la navetta e andiamo a Puerto Madryn. Li abbiamo il nostro ostello, dalla signora Anna. Ostello essenziale ma pulito. Scarichiamo i bagagli e subito al ristorante El Nautico; il meglio di Puerto Madryn. Cucina tipica di carne e pesce. Davide Manuela e Giovanni prendono una specie di manzotin con patate mentre Giacomo una frittura di pesce ed io una bella bistecca patagonica al sangue e, non contenti, con un bell’ uovo sopra. La carne e buona. Mangiamo con soddisfazione e poi torniamo all’ostello per una doccia calda e una sana dormita. Anche il secondo giorno di spostamento è andato.
Buona notte

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