A pranzo…


14
ago 10

la Quiche di zucchine …

La quiche mi piace molto. Sembra quasi una mega frittata da fare ripiena con quello che si vuole.
Un classico è la Quiche Lorraine ma io avevo nel frigo circa un chilo di fresche zucchine, prese da un orto vicino casa, e non sapevo come farle. Alla fine ho razzolato un po’ in casa ed ho trovato l’occorrente per fare la quiche. L’unica cosa che mi mancava era la pasta sfoglia o brisée. Presa quella, ho deciso di fare la mia quiche di zucchine. Le dosi le ho inventate al momento quindi sicuramente saranno da rivedere un po’. Comunque, quando l’ho fatta assaggiare, hanno detto che andava già bene così. Meglio. Prossima volta invece farò anche la pasta brisée.

Ingredienti…

1 kg di zucchine costolute, quelle chiare
4 uova intere
2 carote medie
50 gr di farina 00
1/2 bicchierino di rhum
2 spicchi di aglio
1 ciuffetto di prezzemolo
1 peperoncino rosso piccante  e fresco
40 gr parmigiano grattugiato

Procedimento…

In una padella bella capiente mettete un po’ di olio d’oliva, l’aglio ed il peperoncino tritato. Fate soffriggere leggermente e buttate anche il trito di prezzemolo. Dopo un minuto scarso aggiungete il rhum e lasciate sfumare. Aggiungete le zucchine già mondate e tagliate a quarti e mescolate ben bene per distribuire l’olio aromatizzato. Infine anche le carote tagliate a piccoli quadretti, coprite con un coperchio, e lasciate cuocere a fuoco basso fintanto che le zucchine siano cotte ma non del tutto, possiamo dire ‘al dente’, come quelle che vedete in foto (20 minuti circa). Parte della cottura terminerà poi in forno. Ah, il forno, dimenticavo!! Accendete intanto il forno a 190°. Mentre si scalda, potete passare a lavorare le uova. Dividete i tuori dalle chiare e montate queste ultime aiutandovi con una frusta elettrica ed un pizzico di sale. Appena fatto mettetele in frigo. Lavorate poi i tuorli separatamente, sempre con la frusta, aggiungendo un filo di latte e la farina. Quando il forno ha raggiunto la temperatura giusta, prendete la pasta brisée, srotolatela dentro ad una teglia rotonda lasciandola nella sua carta da forno e foratela leggermente con una forchetta. Ricavate un altro disco di carta da forno, mettetelo nella parte sopra alla sfoglia e adagiatevi un po’ di fagioli secchi. Questo procedimento serve per far precuocere meglio la pasta. Cuocetela per circa 15-20 minuti in forno. Dopo togliete i fagioli e la carta e cuocetela la sfoglia per altri 5 minuti. Alla fine, preparata la pasta brisèe e cotte le zucchine, si può procedere ad amalgamare le chiare con i tuorli. Nel contenitore dove avete montato le chiare, versateci i tuorli ed amalgamante bene i due composti con un movimento dal basso verso l’altro. Versateci successivamente le zucchine e procedete ad amalgamare ancora non lavorandolo troppo però. Ottenuto un bell’impasto, versatelo all’interno della pasta brisée, livellatelo un po’ e decorate con delle rondelle di zucchine crude, che avrete lasciato da parte. Un filo d’olio e mettete in forno sempre a 190° per 25 minuti. Trascorsi i minuti, aprite il forno e cospargete con il parmigiano la quiche. Rimettete in forno per altri 5-10 minuti. Dovrete stare attenti a che la quiche raggiunga un colore dorato con il parmigiano leggermente sbruciacchiato. Per vedere se l’interno è asciutto e cotto aiutatevi infilando o il classico stecchino da denti, come si fa anche per le torte dolci, oppure con uno spaghetto. Se è asciutto la quiche è pronta. Lasciatela riposare 5 minuti e servitela.
Buon appetito…

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27
lug 10

Melanzane semplici con mozzarella

Ecco un’altra ricetta semplice semplice, adatta anche a chi sa cucinare poco. Può essere un piatto di contorno o anche un secondo leggero, abbastanza veloce da preparare ma soprattutto appetitoso e di stagione.
In estate preparare tanti piatti elaborati, sinceramente, mi fa abbastanza fatica.
Quindi non resta che passare alla ricetta.

Ingredienti:

2 melanzane medio-piccole di quelle oblunghe
1 mozzarella, possibilmente buona e non da discount, di quelle blu
1 ciuffetto di prezzemolo
1 spicchio di aglio
sale e pepe q.b.
olio d’oliva

Preparazione:

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11
lug 10

Aspic di Quinto Quarto, ovvero …

… la Simmenthal fatta in casa.

Post veloce per una ricetta molto lunga da farsi, almeno per me, visto che è la prima volta che ci provo.

Quindi, se inorridite davanti ad una scatoletta della suddetta carne in scatola con annessa gelatina e non la includete mai nel vostro carrello della spesa, forse questa ricetta vi potrà aiutare nel farvela in casa con una modica cifra e con un risultato assicurato, almeno nel gusto se non nell’aspetto.

Ingredienti:

Carni per bollito (lingua, muscolo ecc.)
Trippa e lampredotto
Carote, sedano e cipolle, prezzemolo
un paio di pomodori da brodo, ma piccoli
Fogli di colla di pesce
Sale grosso

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18
giu 10

Sugo freddo estivo con pomodori secchi…

Anche se il caldo estivo stenta ad arrivare ecco un altro piatto abbastanza semplice, appetitoso e con il quale, a parte la pasta, non occorre cucinare. Può essere fatto per tempo, qualche giorno prima, e poi conservato in vasetti di vetro. Ho fatto questo sugo veloce per degli amici che, una volta al mese, sono impegnati nell’allestire un apericena in un Circolo Arci vicino Firenze. Per questo porto sempre qualcosa di mangereccio. La cosa mi fa molto piacere in quanto riesco a cucinare con porzioni più abbondanti di cibo. Cucinare per pochi mi deprime e fare piccole porzioni non è nel mio carattere. Vabbé. Stasera quindi ho deciso di fare un sugo a freddo di pomodori secchi molto semplice. Il tutto consiste in un trito di vari ingredienti più o meno prelavorati e che ognuno poi può personalizzare aumentano o diminuendo, a piacere, alcuni degli ingredienti. La base sono dei pomodori secchi, preferibilmente non trattati, ai quali si aggiungono le alici, le olive, il prezzemolo, i pinoli, i capperi sotto sale, olio di oliva buono ed un po’ di erbette aromatiche.
Ora passiamo alla ricetta
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18
mag 10

Insalata di farro e pomodorini con birra al farro …

Riprendendo una ricetta che avevo fatto tempo fa altrove, la posto nuovamente su questo blog perchè è una ricetta estremamente facile, gustosa, genuina, invitante, rinfrescante, nutriente ma soprattutto perchè questo tempo piovoso avrebbe anche rotto. Ho voglia d’estate, di caldo, del sole e di piatti freschi. Uffa!!!
Sarebbe anche l’ora di iniziare con delle ricette estive, anche se manca ancora un po’ al 21 giugno. Il farro poi si presta benissimo a preparare piatti freddi sia per pranzi in famiglia che per le scampagnate da fare nei week end.
Le quantità non le specifico in quanto ognuno si personalizza questa insalata a seconda dei propri gusti. Magari partite da una base di 300/400 gr di farro e a seguire gli altri ingredienti: pomodorini, mais dolce, mozzarelline, basilico, sale, pepe e olio d’oliva.
Io ho abbinato questa semplice insalata al farro ad una birra artigianale, anch’essa prodotta con il farro, del Birrificio La Petrognola della Garfagnana. Ottima e rinfrescante !!!

Veniamo alla ricetta

Lessate il farro in abbondante acqua salata (dovrebbero volerci una ventina di minuti), scolatelo e rigiratelo con un filo d’olio e lasciatelo raffreddare. L’olio farà in modo che non si appalli. Intanto che il farro raffredda, lavate e tagliate a cubetti dei pomodorini ciliegini e della mozzarella di latte o bufala, poi prendete del mais dolce e, se lo avete, qualche cucchiaiata di pesto. Quando il farro sarà freddo o leggermente tiepido unite tutti questi ingredienti in una capiente zuppiera e mescolate ben bene. Via via aggiustare di sale e olio di oliva, naturalmente extra vergine e di quello buono. A fine una spolverata di pepe.

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17
apr 10

Tagliata d’anatra …

La mangio raramente, molto raramente. Non so. Forse anche perché in casa non ho modo di approntare una cottura adeguata alla brace, come piacerebbe a me, ma devo dirottare sulla classica piastra di ghisa che è tutt’altra cosa. Comunque, quella mangiata alla mia osteria preferita, qualche giorno fa, era eccezionale. In più anche quelle verdurine rifatte in padella e l’olio bono sulla carne. O mio Dio!
Quando scrivo sono le nove di mattina, ho già fatto la mia colazione, ma a rivedere sta’ foto m’è tornata una fame… Prossimamente voglio rimangiarla e provare a rifarla qui a casa. Chissà se……..
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17
mar 10

Lampredotto e porri …

A Firenze il banco dei trippai è un’istituzione.
Ci si trovano le personalità più disparate; avvocati, muratori, geometri, perfino signore in pelliccia. Una specie di ‘livella’, come diceva il nostro Totò, ma in chiave gastronomica. Il piatto principale e principe del banco è senza dubbio il lampredotto*. Generazioni di fiorentini si sono sfamate a suon di panini co’ i lampredotto. Il classico è nel panino (per me il meglio è la rosetta e qui ce ne sarebbe per aprire un altro post) con la parte sopra del pane bagnata nel suo sugo e poi, come succede al bar per il caffè , ognuno se lo personalizza come crede; liscio con sale e pepe, solo sale e salsa verde, solo verde e pepe oppure il servizio completo con sale, pepe, verde e piccante. Io lo preferisco con sale, pepe e salsa verde. Ormai quando arrivo al banco da Fulvio, il trippaio delle Cure, chiedo sempre ‘il solito’. Un po’ ci godo e fa pure fico. Oggi invece, tanto per cambiare, ho preso un bel piattino di lampredotto coi porri, rosetta e gotto di vino rosso, degustato felicemente a sedere su uno degli strapuntini che si trovano al banco. Infatti Fulvio è rimasto un po’ sorpreso tanto che aveva avviato subito a farmi il panino. Una parentesi gastronomica davvero piacevole e goduriosa tanto che volevo fare il bis. Meno male non ho assecondato la mia gola. Mi sarei ritrovato in ufficio a rantolare dal sonno davanti al pc per il mega abbiocco post-pranzo.

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22
gen 10

PicciONE…

Pappardelle al piccione, piccione

Oggi ero a pranzo nella mia osteria preferita, vicino a dove lavoro, e l’oste proponeva,  come piatto del giorno, delle pappardelle al sugo di piccione. Io per questo volatile non ci ho mai stravisto più di tanto forse anche perché, al solo sentirne il nome, il pensiero vola subito a quelle creature che ormai  stanziano cronicamente in tutte le piazze della città imbrattando case, monumenti e pedoni. Quindi un cibo considerato da me ‘out’. Oggi però, fidandomi dei consigli dello chef, ho ordinato quel piatto di pappardelle fatte in casa, sussurratomi come fosse un segreto di famiglia,  col sugo sul piccione. La quantità delle pappardelle era un po’ scarsa ma sinceramente sono le mie abitiuali porzioni ad essere troppo abbondanti e quindi la porzione era da considerarsi giusta. Il sugo si presentava ben tirato e la carne saporita e tenera con dei bellissimi pezzi, in pratica un piatto unico. Ora, dopo aver degustato a fondo questo piatto, convintomi della sua bontà, e bandito il tonno rosso per il sushi per questo 2010, potrei eleggere la carne di piccione come nuovo alimento da inserire nella mia dieta. Sto già pensando alle future ricette…
Voi ne avete?

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11
dic 09

il solito pollo?

durelli di polloOvviamente no.
I durelli di pollo o le ‘cipolline’, come diceva i mi babbo, sono una delle parti finali del sistema digestivo del pollo. Hanno una parte consistente di muscolo e quindi di carne dura e di lunga cottura. Appunto da qui il nome ‘durelli. Cipolline non so se le chiamava così solo il mi babbo o è un detto comune, fatto sta che vagamente, quando ancora sono interi, assomigliano a piccoli cipollotti. Essendo delle frattaglie, non sono viste di buon occhio dalla maggior parte delle persone. Rientrano nella dicitura del quinto quarto.
Oggi le ho assaggiate nella mia osteria preferita e quando ci sono, non me e faccio mai scappare. Le preferisco però con un po’ di sughetto anche se al brodo vanno benissimo.

Se volete cimentarvi in un piatto semplice  ma non veloce, provate così:

In una pentola (meglio di coccio) mettere a scaldare dell’olio di oliva e fateci soffiggere una piccola cipolla. A chi piace anche un piccolo peperoncino piccante. Io preferisco il pepe, in fondo. Quando la cipolla è un po’ andata unite i durelli già preparati e lavati, salateli, e fateli rosolare ben bene. Eventualmente sfumateli con mezzo bicchiere di vino rosso. Sfumato il vino continuate la cottura con del brodo oppure, se non l’avete, acqua calda con una punta di Ortolina . Abbassate il fuoco e coprite. Dopo una mezz’ora mettete altro brodo, se serve, e aggiungere pomodori pelati, preventivamente schiacciati. Richiudete e continuate la cottura finchè la carne non sarà abbastanza tenera. Alla fine aggiustate con sale e abbondante pepe.

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10
dic 09

A pranzo…

ribollita_SilvioCon questo primo articoletto voglio inaugurare una serie di post  descrittivi su quello che offre la gremita Piazza delle Cure, e anche i dintorni, proprio all’ora …di pranzo.

Infatti oggi, proprio per dare il via a questa nuova ‘categoria’, non potevo non andare all’osteria dei Riffaioli.
Il tempo della pausa pranzo lavorativa è tiranno e per mangiare scarseggia sempre, ma quel poco tempo l’ho impegnato al massimo nella degustazione di uno dei piatti più poveri della cucina toscana e più in genere di quella fiorentina; La Ribollita.

Cavolo nero, pane raffermo, fagioli, olio d’oliva (di quello novo), una grattatina di pepe e per utimo una bella cipollina rossa di Certaldo.
Cosa volere di più dalla vita?

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