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	<title>Quelli che il giovedi .....cucinano! &#187; Bevande</title>
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	<description>Un blog che parla di ricette di cucina e non solo...</description>
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		<title>Cinghiale e polenta alla Bastarda!</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 15:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Secondi]]></category>
		<category><![CDATA[Amiata]]></category>
		<category><![CDATA[birra artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[birra castagne]]></category>
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		<category><![CDATA[piatti invernali]]></category>
		<category><![CDATA[spezzatino carne]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco un'altra ricetta attuale a base di cinghiale e polenta, molto in tema sia col clima pre-invernale attuale con giornate alquanto fresche sia col periodo delle castagne. La preparazione non è velocissima ma quando l'assaggerete vi rinfrancherete di tutte le fatiche fatte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1057" style="margin: 3px; border: 0pt none;" title="cinghiale-polenta-e-birra" src="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/cinghiale-polenta-e-birra.jpg" alt="" width="590" height="394" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco un&#8217;altra ricetta molto in tema sia col clima pre-invernale attuale con giornatine alquanto fresche, almeno per me che la mattina vado al lavoro in moto, sia col periodo delle castagne. La preparazione non è velocissima ma quando l&#8217;assaggerete vi rinfrancherete di tutte le fatiche fatte.<br />
Inoltre, continuando il ciclo delle birre artigianali abbinate ai piatti, per questa ricetta autunnale, ho utilizzato una birra toscana alle castagne che viene prodotta ad Arcidosso (GR) alle pendici del Monte Amiata. Il produttore infatti è il <strong>Birrificio Amiata</strong>. Oltre all&#8217;abbinamento ho usato la birra anche  nella preparazione del piatto.  Quando vorrete cimentarvi nella realizzazione dovete fare prima un po&#8217; di conti in quanto la carne di cinghiale  ha bisogno di un attento lavaggio e successiva marinatura. Calcolate tre giorni per l&#8217;uno e uno per l&#8217;altra.</p>
<h2><strong>Ingredienti</strong></h2>
<ul>
<li>1 kg di cinghiale</li>
<li>6 o 7 bacche di ginepro</li>
<li>pepe nero in grani</li>
<li>250 gr di lardo</li>
<li>4 carote</li>
<li>1 cipolla rossa</li>
<li>un mazzetto di erbe aromatiche</li>
<li>una bottiglia di birra di castagne <em>Bastarda Rossa</em></li>
<li>1 aglio</li>
<li>1 buccia d’arancia</li>
<li>olio extravergine di oliva q.b.</li>
<li>mezzo bicchiere di aceto balsamico</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Come detto prima la carne di cinghiale, se non già trattata, va lavata a lungo per togliere il classico sapore di selvatico. C&#8217;è a chi piace ma quando è troppo risulta quasi immangiabile.  Io di solito tengo la carne in acqua e pochissimo aceto per tre giorni, cambiandola una volta la mattina ed una volta il pomeriggio. Passati i tre giorni, la lavo nuovamente ed inizio la marinatura della carne con un po&#8217; di erbe aromatiche,  l’aceto balsamico, la buccia d’arancia, il sale grosso, il pepe intero e 1/2 litro di  birra rossa di castagne. Invece di mettere il tutto in una zuppiera e sprecare troppa birra, procuratevi un sacchetto grande di quelli che si usano per il freezer e mettete tutto li dentro, chiudendo per bene. Quando anche le 24 ore di marinatura sono passate togliete la carne dal frigo ed iniziate la cottura.</p>
<p style="text-align: justify;">In un bel tegame di coccio e con poco olio soffriggete il lardo aggiungendo  successivamente la cipolla tagliata a fettine, la carota spezzettata, l’aglio e il  mazzetto delle erbe aromatiche. Dopo una decina di minuti aggiungete anche la carne, ben scolata.</p>
<p>Lasciate rosolare a fuoco vivo per 5-6 minuti e poi aggiungete acqua calda (o brodo, se lo avete)  fino a coprire bene tutta la  carne. Fate cuocere per circa tre ore e via via che il livello del liquido scende aggiungete la birra che vi era rimasta dalla marinatura. La carne, a fine cottura, dovrà risultare ben morbida e, per esserne sicuri,  saggiatela aiutandovi con una forchetta.</p>
<p>Servitela con un contorno di polenta gialla integrale oppure con delle patate arrosto ed una nuova bottiglia di<strong> Bastarda Rossa</strong>!!!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I corsi per farsi la birra in casa &#8211; Kit e All Grain</title>
		<link>http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/2010/10/i-corsi-per-farsi-la-birra-in-casa-kit-e-all-grain/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 12:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[All Grain]]></category>
		<category><![CDATA[birra artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[birra da kit]]></category>
		<category><![CDATA[corsi birra firenze]]></category>
		<category><![CDATA[fare la birra in casa]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Miniati]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo i primi corsi ‘all grain’ fatti per i più esperti, diamo inizio ad una serie di corsi per birrai in erba dove per fare una buona birra in casa si usano i kit di malto già preparati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-790" style="margin: 5px; border: 0pt none;" title="kit birra - kit per fare la birra in casa" src="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/kit-birra.jpg" alt="" width="250" height="259" />Dopo i primi corsi ‘all grain’ fatti per i più esperti, diamo inizio ad una serie di corsi per <strong>birrai in erba</strong> dove per fare una buona birra in casa si usano<strong> </strong>i <strong>kit</strong> di malto già preparati.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi dall’ 8 di novembre 2010 fino al 20 dicembre 2010, <strong>ogni lunedì sera</strong>,  verrà proposto un mini corso di due ore, dalle 21 in poi. Vedremo in  queste due ore le attrezzature basilari che bisogna possedere, come  procedere nella realizzazione della birra, come seguirne la  fermentazione, come imbottigliarla e, cosa importante, come migliorare  il prodotto finale attraverso l’uso di lieviti alternativi ed estratti  di malto secchi.<br />
Se volete partecipare ed imparare a fare la birra in casa vostra scrivete a <a href="mailto:ilminia@yahoo.it">ilminia@yahoo.it</a></p>
<p>Per l’altro corso di birrificazione<strong> </strong>col metodo<strong> All Grain</strong> (quello usato dai microbirrifici) invece la cotta ci sarà il <strong>18 dicembre</strong> <strong>2010</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per info e prenotazioni scrivete sempre all’indirizzo mail di cui sopra.</p>
<h1><a rel="attachment wp-att-204" href="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/2010/01/voglia-matta-di-tortelli/193-revision-11/"><img class="alignright" style="border: 0pt none; margin: 3px;" title="boccale-1" src="http://www.mongolrally2011.it/wp-content/uploads/2010/09/boccale-1.jpg" alt="" width="210" height="280" /></a></h1>
<h1><strong><br />
</strong></h1>
<p><strong> </strong></p>
<h1><strong>- Programma del corso da KIT</strong></h1>
<p style="text-align: left;">Introduzione discorsiva alla produzione casalinga di birre,</p>
<p style="text-align: left;">presentazione di ingredienti e materiali e poi esecuzione pratica per realizzare una birra.<br />
Il costo del corso è di <strong>25€</strong> e l’orario è dalle <strong>21</strong> alle <strong>23</strong> circa<br />
Massimo numero dei partecipanti: 10 persone<br />
Ubicazione del corso: Zona Viale Europa (Firenze Sud)</p>
<h1><strong>- Programma del corso All Grain</strong></h1>
<p>Vedrete tutte le fasi della produzione di una birra artigianale.</p>
<p>Dalla macinatura del malto, all’ottenimento del mosto,<br />
fino alla fase di luppolatura, raffreddamento del mosto ed inoculo dei lieviti.<br />
Il corso dura 8-9 ore e si svolge nell’arco dell’intera giornata.</p>
<p>Il costo del corso è di  <strong>50€</strong> e l’orario è dalle <strong>9.30</strong> alle <strong>18</strong><br />
Massimo numero dei partecipanti : 6-7 persone<br />
Ubicazione del corso: Zona Viale Europa (Firenze Sud)</p>
<h1><strong>IMPORTANTE</strong>:</h1>
<p>L’intero ricavato del corso sarà devoluto per il progetto di beneficenza <strong>pro Mongolia</strong> per l’acquisto di una auto ambulanza da portare nella capitale Ulaan Baatar.</p>
<p>Un grazie a tutti coloro che vorranno partecipare.</p>
<p>Per informazioni, iscrizioni e versamento della quota scrivere a <a href="mailto:ilminia@yahoo.it">ilminia@yahoo.it</a></p>
<h1 style="text-align: center;"><strong><strong>Grazie</strong></strong></h1>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Marroni in zuppa con farro e birra&#8230;</title>
		<link>http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/2010/10/marroni-in-zuppa-con-farro-e-birra/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Oct 2010 08:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Primi]]></category>
		<category><![CDATA[birra artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[Birrificio Cajun]]></category>
		<category><![CDATA[farro]]></category>
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		<category><![CDATA[primo invernale]]></category>
		<category><![CDATA[zuppa]]></category>
		<category><![CDATA[zuppa castagne]]></category>
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		<description><![CDATA[FREDDO FREDDO FREDDO!!!!! Per scaldarsi un po' anche la pancia non c'è niente di meglio, in questo periodo di marroni e castagne, di una sana, buona e corroborante zuppa di farro e marroni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-1020" style="border: 0pt none; margin: 3px;" title="birra marroni marradi Lom zuppa ricetta" src="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/Lom-e-zuppa-marroni-blog-800x512.jpg" alt="" width="596" height="381" /></p>
<p style="text-align: center;">
<h3 style="text-align: left;">FREDDO FREDDO FREDDO!!!!!</h3>
<p style="text-align: justify;">Con i termosifoni ancora spenti in casa, la sera, si sta belli freschi.<br />
Sinceramente a me non mi dispiace e preferisco mettermi un bel pile indosso.<br />
Poi semmai ci pensa il gatto, che si accovaccia tutte le sere sulle mie gambe, a scaldarmi.<br />
Comunque per scaldarsi un po&#8217; anche la pancia non c&#8217;è niente di meglio, in questo periodo di marroni e castagne, di una sana, buona e corroborante zuppa di farro e marroni. Inoltre, essendo un&#8217;amante delle buone birre, non potevo far altro che abbinarla ad una delle birre ai marroni che preferisco, la Lom del Birrificio Cajun di Marradi.<br />
La foto in questione, e conseguentemente anche la ricetta, la feci un paio di anni fa per il calendario di un&#8217;associazione di firenze; la Pinta Medicea. Ma passiamo alla ricetta che solo al pensiero già mi è venuta fame.</p>
<p><strong>Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>300 gr. di marroni (meglio se di Marradi)</li>
<li>300 gr. di farro perlato</li>
<li>1 sedano</li>
<li>1 carota</li>
<li>1 cipolla</li>
<li>un paio di spicchi d’aglio</li>
<li>qualche foglia d’alloro</li>
<li>qualche rametto di ramerino (rosmarino per il resto d&#8217;Italia)</li>
<li>Brodo vegetale q.b.</li>
<li>Olio d&#8217;oliva, sale e pepe q.b.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Lessate i marroni al dente in abbondante acqua, poi scolateli e sbucciateli ben bene. A parte, fate  tostare il farro in un soffritto di verdure, alle quali avrete aggiunto in precedenza un po&#8217; di olio d&#8217;oliva. Poi aggiungete un po&#8217; di acqua di  cottura dei marroni (filtrata) e cuocete il farro per due ore scarse. Via via che ritira bagnare con il brodo vegetale.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando il farro è cotto, aggiungete i marroni tritati a coltello* , l’alloro e il  ramerino. Continuare la cottura per altri 10 minuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Aggiustate poi la zuppa di farro e marroni di sale e pepe e lasciarla  riposare per un po’. Servitela dentro a dei piatti o terrine di coccio e decoratela  con un filo d’olio extravergine d’oliva, con i marroni interi e un pezzetto di  ramerino.<br />
Volendo, per rinforzare un po&#8217; il piatto,  potete anche abbrustolire del pane ed usarlo come fondo della zuppa.<br />
Fatemi sapere come vi è venuta e buon appetito.</p>
<p>* Conservatene alcuni interi come decorazione della zuppa</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Impariamo a fare la birra in casa&#8230; Il corso All Grain</title>
		<link>http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/2010/09/impariamo-a-fare-la-birra-in-casa-il-corso-all-grain/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 10:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[All Grain]]></category>
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		<category><![CDATA[Mongolia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2 ottobre prossimo sarà una giornata dedicata alla birra.  Farò, a casa mia, una 'cotta' col metodo All Grain (quello usato dai microbirrifici). Così, se siete curiosi di vedere come produrre della buona birra in casa vostra potete partecipare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-241" title="malti e luppoli" src="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/malti-e-luppoli.jpg" alt="" width="571" height="381" /><br />
Sabato <strong>2 ottobre</strong> prossimo sarà una giornata dedicata alla birra.<br />
Farò, a casa mia, una &#8216;<strong>cotta</strong>&#8216; col metodo <strong>All Grain</strong> (quello usato dai microbirrifici).<br />
Così, se siete curiosi di vedere come produrre della buona birra in casa vostra, potete partecipare.</p>
<p>Vedrete tutte le fasi della produzione, dalla <span style="text-decoration: underline;">macinatura del malto</span>, all&#8217;<span style="text-decoration: underline;">ottenimento del mosto</span>, fino alla fase di <span style="text-decoration: underline;">luppolatura</span>, <span style="text-decoration: underline;">raffreddamento del mosto</span> ed <span style="text-decoration: underline;">inoculo dei lieviti</span>.</p>
<p>Chi vuole assistere mi faccia sapere.</p>
<p>Il costo del corso è di  50€ e l&#8217;orario è dalle 9.30 alle 18<br />
Massimo numero dei partecipanti : 6-7 persone<br />
Ubicazione del corso: Zona Viale Europa (Firenze Sud)</p>
<p><strong>IMPORTANTE</strong>:<br />
<span style="text-decoration: underline;">L&#8217;intero ricavato del corso sarà devoluto per il progetto di beneficenza <strong>pro Mongolia</strong> per l&#8217;acquisto di una auto ambulanza da portare nella capitale UlaanBaatar.</span></p>
<p>Un grazie a tutti coloro che vorranno partecipare.</p>
<p>Per informazioni, iscrizioni e versamento della quota scrivere a <a href="mailto:ilminia@yahoo.it">ilminia@yahoo.it</a></p>
<p><strong>Partecipate numerosi e contribuite!!!</strong></p>
<p><strong>Trovate l&#8217;evento anche su  <a href="http://www.facebook.com/Rikka71#!/event.php?eid=138741212835958&amp;ref=mf" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-938" style="border: 0pt none;" title="facebook Rik" src="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/facebook-150x150.jpg" alt="" width="72" height="72" /></a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La birra fatta in casa&#8230; col kit</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 14:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bevande]]></category>
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		<category><![CDATA[malto d'orzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Certo, perché no? Molto più facile che coltivarsi una vigna e produrre vino.
Quello di cui avete solo bisogno è: malto d'orzo, luppolo e lievito. Anche l'acqua, ma quella la trovate aprendo il vostro rubinetto di casa. Facile no?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-775  aligncenter" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="birra in casa - birre artigianali - birra frumento - ale - weizen" src="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/bicchieri-birra.jpg" alt="" width="516" height="305" /></p>
<h2>News!!!</h2>
<p>Volete partecipare al prossimo corso di birrificazione da kit?<br />
Il corso si terrà il giorno <strong>30 Ottobre</strong> a Firenze ed il ricavato andrà completamente in beneficenza per il progetto <strong>Mongolia 2011</strong>.  Maggiori informazioni a questo link &gt;&gt;&gt; <a href="http://www.mongolrally2011.it/?page_id=129" target="_blank">corso Birra</a></p>
<h2><strong>Farsi la birra in casa???</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Certo, perché no? Molto più facile che coltivarsi una vigna e produrre vino.<br />
Quello di cui avete solo bisogno è: <strong>malto d&#8217;orzo</strong>, <strong>luppolo</strong> e <strong>lievito</strong>. Anche l&#8217;acqua, ma quella la trovate aprendo il vostro rubinetto di casa. Facile no?<br />
A parte gli scherzi, oggigiorno, farsi la propria birra fra le mura domestiche è semplice, veloce, e anche divertente. Inoltre è possibile avvicinarsi alla produzione casalinga di birra in maniera graduale, senza investimenti particolari su attrezzature o altro. Avrete poi la soddisfazione di offrirla ad amici e parenti. Inoltre la birra prodotta è anche sicura in quanto, anche se prodotta in maniera errata, non causa disturbi ed inoltre è facilmente riconoscibile già all&#8217;odore. Molto più pericolose invece sono le conserve casalinghe come marmellate, sott&#8217;oli ecc.<br />
Quindi state tranquilli che vi godrete le vostre belle e buone birre in casa vostra.<br />
Se poi, col tempo, vorrete farvi un prodotto qualitativamente migliore, potrete passare alle birre prodotte come nei birrifici con il metodo <strong>All Grain</strong>.</p>
<p><strong>Cosa mi serve per produrla?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In commercio vi sono già dei preparati di malto d&#8217;orzo venduti in lattine. All&#8217;interno c&#8217;è un mosto di birra prelavorato a cui è stato già aggiunto il luppolo per dare aroma e amaro.<br />
In più, sotto al tappo, trovate anche il lievito che serve per la fermentazione.<br />
L&#8217;acqua, come ultimo ingrediente, potete prendere quella del rubinetto, se avete la fortuna di averla buona, oppure comprare quella minerale in bottiglia.</p>
<p><strong>Dove la compro la latta di malto d&#8217;orzo e il luppolo?</strong></p>
<p><strong><span id="more-767"></span><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A parte che su internet oggi si trova di tutto, basta cercalo su Google o altro motore di ricerca, ma se siete dei pigroni e volete sempre la pappa scodellata, per questa volta, vi vengo in aiuto io.<br />
Chi è delle parti di Firenze può provare alla Cooperativa di Legnaia e sicuramente troverà qualcosa, altrimenti cercate in altre cooperative agricole oppure nei grandi magazzini dei Brico.<br />
Su internet invece potete andare direttamente su <a href="http://www.mr-malt.it" target="_blank">www.mr-malt.it</a>, su <a href="http://www.birramia.it" target="_blank">www.birramia.it</a> oppure provate su <a href="http://www.pintamedicea.com" target="_blank">www.pintamedicea.com</a>. Viste le spese di spedizione magari vi merita acquistare almeno due o tre latte di malto , da 1.6 kg ciascuna, così avrete assicurato un bel po&#8217; di litri di birra per le vostre feste e bevute in compagnia. In genere con ogni latta si ottongono circa 23 litri di birra. Sembrano tanti? Aspettate che i vostri amici scoprano che vi fate la vostra birra in casa e vedrete che li finirete in breve tempo.</p>
<p><strong>Di che materiali ho bisogno?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se siete alle prime armi e fate birra da<img class="alignright size-full wp-image-779" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="fermentatore" src="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/fermentatore.jpg" alt="" width="166" height="304" /> estratto con le lattine avete bisogno, per prima cosa, di un contenitore in plastica alimentare a chiusura ermetica e che contenga almeno 30 litri. Questo costituirà il recipiente di fermentazione e che poi conterrà la vostra birra. Oltre a questo avrete bisogno di un gorgogliatore per permettere all&#8217;anidride carbonica che si genera dalla fermentazione, di uscire dal vostro contenitore ed impedire, al tempo stesso, che entri ossigeno. L&#8217;ossigeno è deleterio per la birra, almeno in questa fase. Questi due oggetti li trovate nei negozi di enologia oppure sempre alle cooperative agricole. Se siete fortunati potete trovare direttamente il kit per fare la birra, con dentro tutto quello che vi necessita. Il costo, se non ricordo male, si aggira su 50-55 euro. Non è un grosso investimento dopo tutto.<br />
Vi servirà anche una pentola capiente ed un mestolo. Questi dovreste averli gi‡ nella vostra cucina.<br />
Per vedere se il mosto ha finito la fermentazione e si è trasformato in birra dovete avere un densimetro. Il densimetro è un apparecchietto in vetro con un asta graduata. Prendendo una parte di liquido dal vostro fermentatore ed usando il densimetro saprete se potete procedere ad imbottigliare oppure aspettare ancora qualche giorno la fine della fermentazione. Esempio&#8230; il densimetro misura 1040 o 1030? La fermentazione non è finita, continuate. Il vostro densimetro invece segna 1010 o anche meno? Potete imbottigliare. Facile.<br />
Imbottigliare? ecco appunto..</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-790" style="margin: 5px; border: 0pt none;" title="kit birra - kit per fare la birra in casa" src="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/kit-birra.jpg" alt="" width="250" height="259" />Dopo fatta la birra avrete la necessità di conservarla in bottiglie e quindi dovrete munirvi di bottiglie apposite da birra, tappi in ferro a corona ed una tappatrice a colonna. Tutti questi altri materiali li trovate sempre nei negozi sopracitati; enologie e cooperative agricole. Se volete risparmiare qualcosa potete riutilizzare le bottiglie di spumante oppure le bottiglie delle birre che trovate già in commercio. Non utilizzate le bottiglie di vetro destinate alle acque minerali o con vetri sottili e trasparenti. Usate invece bottiglie con un vetro di un certo spessore e robustezza e colorate. Questo accorgimento eviterà che la bottiglia possa rompersi durante la rifermentazione della birra ed il colore scuro della bottiglia proteggerà la vostra preziosa birra dall&#8217;effetto ossidante della luce solare. Se ci fate caso anche i vini e gli oli di pregio sono venduti in bottiglie scure.<br />
<strong>D</strong>omanda<strong>:</strong> Ma la Corona ha il vetro chiaro.<br />
<strong>R</strong>isposta:<strong> </strong>Quella infatti non è birra, è una schifezza&#8230; <img src='http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Bene, ho comprato tutto e ora, come procedo?</strong></p>
<p>Allora il procedimento che può sembrare complesso se spiegato tutto nel suo insieme diventa più semplice se scomposto in più fasi.</p>
<p><strong>Prima fase</strong>: Reidratazione dell&#8217;estratto di malto e bollitura</p>
<p style="text-align: justify;">La prima fase è l&#8217;ottenimento del mosto da fermentare e quindi reidratare con acqua l&#8217;estratto di malto.<br />
Prendete la vostra bella latta di estratto (già aromatizzato col luppolo), togliete il tappo di plastica e mettete da parte la bustina di lievito. Aprite la latta con l&#8217;apriscatole ed immergerla, in verticale e senza far uscire il contenuto, in una bacinella o pentola con dell&#8217;acqua che avrete provveduto a scaldare. Lasciate la latta in questa acqua per circa 20 minuti. Questo passaggio vi agevolerà nel rendere più fluido il contenuto e far uscire meglio l&#8217;estratto di malto. Intanto prendete una pentola capiente da 5-6 litri e scaldateci 3,5 lt. di acqua. Non fatela bollire, per il momento. Quando l&#8217;acqua è abbastanza calda e sono passati i venti minuti dell&#8217;altra operazione, versate con un cucchiaio il malto d&#8217;orzo nella pentola ed iniziate a mescolare ben bene in maniera che si sciolga completamente nell&#8217;acqua. Mescolate subito, fin dall&#8217;inizio per impedire che il malto versato si acquatti sul fondo della pentola e caramellizzi bruciandosi. Mescolate e pian piano portate da ebollizione. Mentre mescolate versate anche 1 kg di normale zucchero bianco da cucina o zucchero grezzo di canna. Sciogliete per bene anche questo ingrediente. Quindi al momento, ricapitolando, state mescolando l&#8217;acqua con l&#8217;estratto di malto e il chilo di zucchero. Portate ad ebollizione e fate bollire per 10 minuti. Questa bollitura farà in modo che il liquido si sterilizzi da eventuali cariche batteriche presenti. Infatti, uno dei fattori determinanti per un&#8217;ottima riuscita nella produzione di birra è la pulizia delle attrezzature. Mentre il mosto bolle in pentola (mettere un timer impostato a 10 minuti) voi potete dedicarvi alla pulizia e sanitizzazione del fermentatore di plastica e di un mestolo. Per sanitizzare potete usare normale amuchina con una concentrazione del 2%.lasciate agire l&#8217;amuchina per almeno 10 minuti, poi sciacquate bene con acqua corrente.<br />
Trascorsi i 10 minuti di bollitura, spengete il fornello e coprite con un coperchio la pentola. La prima fase è conclusa.</p>
<p><strong>Seconda fase:</strong> il travaso nel fermentatore e il raffreddamento del mosto</p>
<p style="text-align: justify;">Lavato e sgocciolato ben bene il fermentatore, versateci dentro 10 litri di acqua fresca. Poi prendete la pentola col mosto caldo e versatelo dentro al contenitore insieme all&#8217;altra acqua. A questo punto nel contenitore/fermentatore ci saranno all&#8217;incirca 14 litri (10 di acqua normale + 3,5-4 dell&#8217;acqua + malto). Quindi, per finire e arrivare ad avere i litri finali voluti (23 litri) aggiungere l&#8217;acqua rimanente (circa 9 litri), possibilmente fredda. Se avete comprato il kit non avrete problemi in quanto il contenitore è già graduato. Fermatevi a versare acqua quando vedete che avete raggiunto quota 23 litri. Inoltre avrete anche un piccolo termometro digitale flessibile attaccato direttamente all&#8217;esterno del fermentatore. Chiudete il fermentatore col suo tappo e controllate la temperatura del mosto. Se siete tra i 18° ed i 24° C potete passare alla terza fase. Se invece siete più alti come temperatura, ponete il fermentatore in un catino pieno di acqua fredda e lasciatecelo fintanto la temperatura non sia scesa ai valori citati sopra.</p>
<p><strong>Terza Fase:</strong> L&#8217;inoculo del lievito e fermentazione</p>
<p style="text-align: justify;">Prendete la bustina del lievito in polvere che avevate messo da parte, apritela e versatela, cospargendola, sopra al mosto nel fermentatore. Prendete il mestolo, che avevate pulito e sanitizzato con l&#8217;amuchina, ed iniziate a mescolare vigorosamente. Questa fase è un po&#8217; faticosa in quanto occorre mescolare ed ossigenare bene il mosto. L&#8217;ossigeno in questa fase è essenziale per assicurare una pronta fermentazione. Munitevi di forza e pazienza e mescolate per non meno di 8-10 minuti. Magari datevi il cambio con qualcuno. Mentre fate questa operazione si formerà una certa schiuma. La cosa è normale ed è sintomo dell&#8217;ossigenazione del mosto che ho detto poco fa. Passati questi 10 minuti, chiudete molto bene il fermentatore, ponetelo in un luogo della casa possibilmente che abbia una temperatura abbastanza stabile (18-22°C), ed inserite il gorgogliatore, con apposita guarnizione,  sul coperchio del fermentatore. Inserite dell&#8217;acqua o meglio ancora dell&#8217;alcool puro all&#8217;interno del gorgogliatore per impedire così all&#8217;aria di entrare a contatto con il mosto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quarta Fase:</strong> Durata della fermentazione e imbottigliamento</p>
<p style="text-align: justify;">Se tutto è andato come dovrebbe andare dopo un certo numero di ore (da 4 a 12) la fermentazione dovrebbe iniziare più o meno vigorosa. Se avete tappato bene il fermentatore, dovreste iniziare a sentire il borbottio prodotto dal gorgogliatore. In questa fase il lievito inizia a metabolizzare gli zuccheri del mosto trasformando questi ultimi in anidride carbonica ed alcool. La prima è volatile e se ne andrà via attraverso il gorgogliatore, mentre l&#8217;alcool resterà nel liquido ed il vostro mosto si trasformerà in un composto liquido alcolico, ovvero <strong>BIRRA!!!!</strong><br />
La fermentazione dovrebbe durare, a seconda della temperatura, da tre/quattro giorni a più di sei/sette. <img class="alignright size-full wp-image-791" style="border: 0pt none; margin: 5px;" title="densimetro - mostimetro - kit birra" src="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/08/densimetro.jpg" alt="" width="264" height="264" />Per determinare se effettivamente la fermentazione è finita avete bisogno di fare alcuni controlli con il <strong>densimetro</strong>. Questo strumento calcola grossolanamente il residuo zuccherino all&#8217;interno di un liquido. I controlli principali da fare sono due: uno lo fate subito, poco prima di inoculare il lievito, quando il mosto è sui 20-22° e annotatevi la cifra indicata (di solito si parte da una <strong>Gravità Iniziale</strong> di 1050), il secondo e/o terzo lo fate quando il gorgogliatore ha smesso di sbuffettare e comunque dopo sei giorni dall&#8217;inizio della fermentazione. Se la misura, questa volta, è intorno a 1010-1014 potete passare ad imbottigliare. Per maggior sicurezza ripetete questa misura dopo 24 ore. Se la misura nuovamente ottenuta è la stessa del giorno precedente la fermentazione si potrebbe dire conclusa. Questa misura si chiama <strong>Gravità Finale</strong>. Applicando un a formuletta potete stabilire il grado alcolico della vostra birra.<br />
Per imbottigliare, come detto in precedenza, munitevi di bottiglie di birra scure oppure di bottiglie di spumante o prosecco, sempre di vetro spesso e scuro (marrone e/o verde). Procedete a sanitizzare le bottiglie con la soluzione di acqua e amuchina, risciacquandole molto bene. Capovolgetele per sgrondare l&#8217;acqua all&#8217;interno e imbottigliate la birra direttamente dal fermentatore. Prima di chiudere con il tappo a corona le bottiglie, dovete inserire all&#8217;interno, una piccola quantità di zucchero da cucina. La quantità da inserire la determinate usando l&#8217;apposito dosatore che trovate nel kit. E&#8217; suddiviso per bottiglie da 33, 50 o 75 cl. Se non l&#8217;avete potete calcolare circa 4-5 gr di zucchero per litro. Lo zucchero inserito in ogni singola bottiglia permetterà alla birra all&#8217;interno di fare una seconda fermentazione. Così facendo si creerà quella giusta e naturale carbonatazione che donerà alla vostra birra una bella schiuma ed una leggera effervescenza. Non esagerate con lo zucchero perché se ne mettere troppo le bottiglie possono rompersi per l&#8217;eccessiva pressione. A questo punto, imbottigliato la birra, messo lo zucchero e messi anche i tappi a corona non dovete far altro che aspettare almeno una quindicina di giorni. Questo infatti è il tempo minimo necessario a che anche la seconda fermentazione abbia fatto effetto. La birra fatta la potete conservare poi in un luogo fresco, asciutto e possibilmente al buio. Se correttamente fatta si può mantenere anche un anno o due. Più la birra è alcolica e più si conserverà nel tempo. Ultima cosa le bottiglie di birra vanno mantenute in piedi perché così il lievito presente si possa adagiare sul fondo della bottiglia.Il residuo di lievito è indice che la birra non è stata filtrata ed il lievito contenuto può essere anche bevuto, dipende dal vostro gusto. Male non fa. In genere si tende a lasciarlo sul fondo.</p>
<p><strong>Pulizia: </strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;igiene è una componente fondamentale per la buona riuscita della vostra birra. Il mosto, essendo un liquido zuccherino, è una fonte preziosa e molto attraente per lieviti e batteri che vi sono nell&#8217;aria e sulle superfici di stoviglie e mestoli. Quindi se non volete che la birra subisca attenzioni da questa fauna &#8216;invisibile&#8217; ma presente e che solo il vostro lievito da birra selezionato faccia correttamente il suo lavoro, vi dovrete preoccupare di lavare e sanitizzare a dovere tutte le attrezzature e contenitori con cui la birra verrà a a contatto. Io uso <strong>Amuchina</strong> al 2% ed acqua corrente per il risciacquo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Letture consigliate:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La tua birra fatta in casa&#8221;<cite></cite> di Bertinotti/Faraggi  <cite>-  <a href="http://www.bertinotti.org" target="_blank">www.<strong>bertinotti</strong>.org</a></cite></p>
<p style="text-align: justify;">Per ora è tutto, se avete problemi o cose da chiedere lasciate un commento a questo post.<br />
Seguiranno altri post di approfondimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora non vi resta che provare&#8230;.</p>
<h2><strong>Buone birre!!!!!</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>1 ingrediente x sera: Corso di birra&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 21:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[birra artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[birre]]></category>
		<category><![CDATA[corso birra]]></category>
		<category><![CDATA[corso degustazione]]></category>
		<category><![CDATA[degustazione]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Livingstone Club]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Food]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccoci alla seconda introduzione brassicola dopo successo del primo evento al Livingstone Club di Firenze.
Slow Food e Franco Fratoni ci accompagneranno in questo inedito e piacevole excursus sul mondo delle birre di qualità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-241" title="malti e luppoli" src="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/malti-e-luppoli.jpg" alt="" width="567" height="378" /></p>
<p style="text-align: justify;">Eccoci alla seconda introduzione brassicola dopo il successo del primo <a href="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/2010/02/birra-fai-da-te-il-corso/" target="_blank">evento</a> al <strong>Livingstone Club</strong> di Firenze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Slow Food</strong> e <strong>Franco Fratoni</strong> ci accompagneranno in questo inedito e piacevole excursus sul mondo delle birre di qualità.</p>
<p style="text-align: justify;">4 serate all&#8217;insegna, questa volta, degli <strong>ingredienti </strong>che si usano per fare la birra .<br />
Gli ingredienti che prenderemo in considerazione  per questi 4 appuntamenti saranno:</p>
<p>i lieviti<br />
i malti<br />
la frutta, spezie &amp; C.<br />
i luppoli</p>
<p>Verranno proposti almeno 5 produttori a serata.</p>
<p>I corsi si terranno in <strong>Viale Redi 73</strong> presso il Livingstone club<br />
i lunedì <strong>14</strong>, <strong>21</strong>, <strong>28</strong> <strong>giugno</strong> e <strong>5 luglio</strong> dalle ore 21 alle ore 23 circa. (si raccomanda la puntualità)</p>
<p>Il prezzo a persona per tutte e quattro le serate è di euro 50 euro (inclusa la tessera Livingstone).<br />
Per le iscrizioni scrivere direttmente a <a href="mailto:master@slowfoodfirenze.it">master@slowfoodfirenze.it</a> oppure al numero di tel 346 7897691.</p>
<p><strong>Partecipate numerosi e scoprirete un nuovo mondo!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Insalata di farro e pomodorini con birra al farro &#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 20:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
				<category><![CDATA[A pranzo...]]></category>
		<category><![CDATA[Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti semplici]]></category>
		<category><![CDATA[birra artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[farro]]></category>
		<category><![CDATA[fredda]]></category>
		<category><![CDATA[insalata]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarelle]]></category>
		<category><![CDATA[Petrognola]]></category>
		<category><![CDATA[pomodorini]]></category>

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		<description><![CDATA[Riprendendo una ricetta che avevo fatto tempo fa, la posto su questo blog perchè è una ricetta estremamente facile, gustosa, genuina, invitante, rinfrescante, nutriente e soprattutto perchè questo tempo piovoso avrebbe anche rotto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-421  aligncenter" style="border: 0pt none;" title="insalata farro fredda pomodorini birra farro" src="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/insalata-farro-blog-p.jpg" alt="" width="595" height="397" /></p>
<p style="text-align: justify;">Riprendendo una ricetta che avevo fatto tempo fa altrove, la posto nuovamente su questo blog perchè è una ricetta estremamente facile, gustosa, genuina, invitante, rinfrescante, nutriente ma soprattutto perchè questo tempo piovoso avrebbe anche rotto. Ho voglia d&#8217;estate, di caldo, del sole e di piatti freschi. Uffa!!!<br />
Sarebbe anche l&#8217;ora di iniziare con delle ricette estive, anche se manca ancora un po&#8217; al 21 giugno. Il farro poi si presta benissimo a preparare piatti freddi sia per pranzi in famiglia che per le scampagnate da fare nei week end.<br />
Le quantità non le specifico in quanto ognuno si personalizza questa insalata a seconda dei propri gusti. Magari partite da una base di 300/400 gr di farro e a seguire gli altri ingredienti: pomodorini, mais dolce, mozzarelline, basilico, sale, pepe e olio d&#8217;oliva.<br />
Io ho abbinato questa semplice insalata al farro ad una birra artigianale, anch&#8217;essa prodotta con il farro, del Birrificio <strong>La Petrognola</strong> della Garfagnana. Ottima e rinfrescante !!!</p>
<p style="text-align: justify;">Veniamo alla ricetta</p>
<p style="text-align: justify;">Lessate il farro in abbondante acqua salata (dovrebbero volerci una ventina di minuti), scolatelo e rigiratelo con un filo d&#8217;olio e lasciatelo raffreddare. L&#8217;olio farà in modo che non si appalli. Intanto che il farro raffredda, lavate e tagliate a cubetti dei pomodorini ciliegini e della mozzarella di latte o bufala, poi prendete del mais dolce e, se lo avete, qualche cucchiaiata di pesto. Quando il farro sarà freddo o leggermente tiepido unite tutti questi ingredienti in una capiente zuppiera e mescolate ben bene. Via via aggiustare di sale e olio di oliva, naturalmente extra vergine e di quello buono. A fine una spolverata di pepe.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Birramisù &#8230;</title>
		<link>http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/2010/03/birramisu/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:42:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Esperimenti]]></category>
		<category><![CDATA[birra artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[Birramisù]]></category>
		<category><![CDATA[dolci cucchiaio]]></category>
		<category><![CDATA[mascarpone]]></category>
		<category><![CDATA[Porter]]></category>
		<category><![CDATA[Tiramisù]]></category>
		<category><![CDATA[White Dog]]></category>

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		<description><![CDATA["Porta un dolce..."

Quando mi dicono così mi verrebbe spontaneo rispondere 'porto il tiramisù fatto con la birra' ma poi desisto subito perchè immagino già la risposta disgustata stampata sulla faccia del mio interlocutore e quindi ...taccio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-291" title="Birramisu' - Tiramisu' alla birra - birramisù - tiramisù" src="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/birramisu-blog.jpg" alt="Birramisu' - Tiramisu' alla birra" width="576" height="864" /></p>
<p>&#8220;Porta un dolce&#8230;&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Quando mi dicono così mi verrebbe spontaneo rispondere &#8216;porto il tiramisù fatto con la birra&#8217; ma poi desisto subito perché immagino già la risposta disgustata stampata sulla faccia del mio interlocutore e quindi &#8230;taccio.<br />
Solo alla fine, quando tutti sono satolli ed il dolce velocemente spazzolato &#8230;parlo.<br />
<em><br />
&#8216;Nel tiramisù c&#8217;ho messo la birra&#8217; </em>esordisco<em>.<br />
</em>Silenzio &#8230;.poi&#8230; <em><br />
&#8216;Birra????  Non ci si crede. Ma dai&#8230; Buono però! &#8216;</em><br />
Ecco, questo è il discorso che segue &#8230; sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dolce è il classico tiramisù fatto con le solite cose ma sostituisco il caffè con una birra in stile stout (per gli ignoranti in materia è la Guinness Extra Stout, quella in bottiglia). Questa volta invece ho usato una birra in stile &#8216;porter&#8217; * regalatami dal mio amico Franco. Una <strong>Porter Wagoner</strong> del birrificio artigianale <a href="http://www.whitedogbeer.com" target="_blank"><strong>White Dog</strong></a> di Modena. Per me, che sono un amante delle birre scure, questa è una goduria. Nera, profonda, tostata e dolce, con le sue note di caffè , cioccolato e liquirizia.<br />
Insomma adattissima a regalare a questo tiramisù dei sapori diversi e trasformarlo quindi in un birramisù.</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo alla ricetta:</p>
<p><span id="more-292"></span></p>
<ul>
<li>500 gr. di mascarpone</li>
<li>400 gr. di savoiardi (originali)</li>
<li>4 uova</li>
<li>cacao amaro in polvere</li>
<li>5 cucchiai di zucchero</li>
<li>1 bottiglia di birra scura (stout o porter)</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Separate i tuorli dalle chiare e metteteli in due recipiendi diversi. Quello delle chiare preferibilmente d&#8217;acciaio e ben freddo. Iniziate a montare a neve ferma le chiare unendovi un pizzico di sale e due pizzichi di zucchero e mettere nel frigo. In un altro recipiente unire ai tuorli lo zucchero ed iniziare ad amalgamare con una frusta cercando di fare una bella crema omogenea. Lavoratela per almeno 7-8 minuti. Dopo unite a poco a poco il mascarpone che avrete precedentemente tolto dal frigo almeno una ventina di minuti prima. Se lo togliete dal frigo e lo mettete subito il mascarpone tende a fare un po&#8217; mattone ed è più difficile lavorarlo. Meglio quindi portarlo a temperatura ambiente. Fatta la base con uova, zucchero e mascarpone ora potete riprendere le chiare ed unirle alla crema stando attenti ad amalgamare i due composti con un movimento di spatola dal basso verso l&#8217;alto. Fatta anche quest&#8217;ultima operazione non vi resta che iniziare a comporre il dolce.<br />
In una pirofila di vetro o alluminio mettete un piccolo strato della crema ottenuta. Prendete la birra, versatela in un piatto e passateci uno ad uno i  savoiardi stando attenti  a non inzupparli troppo. Due o tre &#8216;giri&#8217; dentro alla birra saranno sufficienti.<br />
Adagiate i biscotti nella teglia e fate un primo  strato. Aggiungete  nuovamente uno strato di crema e procedere al secondo strato  di  biscotti. Finito anche questo coprire il tutto con la crema rimanente.  Volendo tra il primo ed il secondo strato potete dare anche una leggera spolverata di cacao. Io in genere faccio il dolce il giorno prima ma volendo basta mettere in  frigo per almeno 3 ore. Prima di servirlo ricordatevi di cospargete la superficie  con  abbondate cacao in polvere. Non fatelo prima perché il cacao tenderà a diventare scuro in quanto si inumidisce.<br />
Non abbiate paura a preparare questo dolce ed usare la birra (solo stout mi raccomando).<br />
Non ve ne pentirete.</p>
<p style="text-align: justify;">*<strong>Porter</strong> è uno stile di birra, ottenuto con malti di  colore scuro. Il suo nome fu usato per la prima volta nel XIX  secolo, in seguito alla sua grande popolarità tra gli scaricatori di  porto (in inglese <em>porter</em>) di Londra. Da questo tipo di birra derivò la Stout, che  si chiama così perché inizialmente le porter particolarmente forti erano  dette &#8220;Extra Porter&#8221; o &#8220;Double Porter&#8221; o &#8220;Stout Porter&#8221;, nome che in  seguito fu abbreviato semplicemente con <em>stout</em>. Ad esempio la <em>Guinness Extra Stout</em> fu chiamata così  solo nel 1840,  mentre prima era conosciuta come <em>Extra Superior Porter</em>. La diffusione dei microbirrifici negli ultimi 20 anni ha contribuito  alla rinascita di questo stile birrario, che è sempre più apprezzato e  disponibile in molte varietà, in ogni parte del mondo. (fonte <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Porter_%28birra%29" target="_blank">Wikipedia</a>)</p>
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		<title>Pianeta Birra&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 08:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bevande]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[birra artigianale]]></category>
		<category><![CDATA[Rimini Fiera]]></category>

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		<description><![CDATA[Breve News per tutti gli amanti del biondo nettare, come il sottoscritto.
In questi giorni (21-24) al quartiere fieristico di Rimini è in corso Pianeta Birra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a title="Pianeta Birra Artigianale" href="http://www.saporerimini.it/fiera/presentazione_pianeta_birra.asp" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-255" style="border: 0pt none; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="logo pianeta Birra Rimini artigianale" src="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/logoBIRpres.jpg" alt="Logo Pianeta Birra - Rimini Fiera" width="615" height="252" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Breve News per tutti gli amanti del biondo nettare, come il  sottoscritto.<br />
In questi giorni (21-24) al quartiere fieristico di Rimini è in corso <em><strong>Pianeta  Birra</strong></em>.<br />
Nel padiglione C3 sono presenti numerosi micro birrifici italiani dei quali, in stragrande maggioranza, aperti da poco. Non mancano comunque i più celebri da Le Baladin, Ducato, Birra del Borgo al Birrificio Italiano.  Diciamo che dopo qualche assaggio di nuove birre (alcune non eccellenti) potete rifarvi tranquillamente il palato con questi ultimi.<br />
Io ho fatto un breve passaggio ieri e l&#8217;impressione non è stata al 100% positiva. Qualche miglioramento ma anche qualche peggioramento.<br />
Non si può avere tutto dalla vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Prosit</p>
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		<title>Birra Fai Da Te. Il corso&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 18:47:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rik</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bevande]]></category>
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		<category><![CDATA[Birra]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco il primo post sulla produzione di birra. Birra artigianale casalinga.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-241" style="border: 0pt none; margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="malti e luppoli" src="http://www.quellicheilgiovedi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/malti-e-luppoli.jpg" alt="homebrewing corso di birra artigianale kit" width="600" height="400" /><br />
Ecco il primo post sulla produzione di birra. Birra artigianale casalinga.<br />
Fra qualche mese arriverà la primavera ed i primi tepori, poi ancora dopo&#8230; il caldo.<br />
E cosa c&#8217;è di meglio da bere quando fuori fa caldo? Birra, ovviamente.<br />
Per questo io ed il Livingstone Club di Firenze terremo una serie di corsi su come imparare a birrificare.<br />
Partiremo da un primo<strong> Corso base</strong> dove tutti possono partecipare, anzi il corso è proprio studiato per i neofiti. Seguiranno poi altri due corsi di levello superiore per chi ha già acquisito le tecniche di base e vuol passare a produrre birra con lo stesso metodo usato nei micro birrifici.</p>
<p style="text-align: left;">Il corso si terrà il giorno di <strong>sabato 20 Febbraio</strong> con orario 9-12 nella sede del <strong>Livingstone Club</strong> in Viale Redi a Firenze.<br />
Costo del corso 35€ e comprende la tessera 2010 del club.<br />
Per partecipare mandare una mail a <a href="mailto:explore@livingstoneclub.it ">explore@livingstoneclub.it </a> oppure via telefono al          335  1411888     (franco).<br />
Il corso ha un massimo di posti e quindi fate in fretta a prenotare.<br />
Se volete ulteriori informazioni postate un commento.<br />
Ci vediamo al corso!!!</p>
<p>ps. Per chi ha Facebook trovate l&#8217;evento <a href="http://www.facebook.com/?ref=home#!/event.php?eid=286060942632&amp;ref=nf" target="_blank">qui</a></p>
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