Frattaglie


11
lug 10

Aspic di Quinto Quarto, ovvero …

… la Simmenthal fatta in casa.

Post veloce per una ricetta molto lunga da farsi, almeno per me, visto che è la prima volta che ci provo.

Quindi, se inorridite davanti ad una scatoletta della suddetta carne in scatola con annessa gelatina e non la includete mai nel vostro carrello della spesa, forse questa ricetta vi potrà aiutare nel farvela in casa con una modica cifra e con un risultato assicurato, almeno nel gusto se non nell’aspetto.

Ingredienti:

Carni per bollito (lingua, muscolo ecc.)
Trippa e lampredotto
Carote, sedano e cipolle, prezzemolo
un paio di pomodori da brodo, ma piccoli
Fogli di colla di pesce
Sale grosso

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17
mar 10

Lampredotto e porri …

A Firenze il banco dei trippai è un’istituzione.
Ci si trovano le personalità più disparate; avvocati, muratori, geometri, perfino signore in pelliccia. Una specie di ‘livella’, come diceva il nostro Totò, ma in chiave gastronomica. Il piatto principale e principe del banco è senza dubbio il lampredotto*. Generazioni di fiorentini si sono sfamate a suon di panini co’ i lampredotto. Il classico è nel panino (per me il meglio è la rosetta e qui ce ne sarebbe per aprire un altro post) con la parte sopra del pane bagnata nel suo sugo e poi, come succede al bar per il caffè , ognuno se lo personalizza come crede; liscio con sale e pepe, solo sale e salsa verde, solo verde e pepe oppure il servizio completo con sale, pepe, verde e piccante. Io lo preferisco con sale, pepe e salsa verde. Ormai quando arrivo al banco da Fulvio, il trippaio delle Cure, chiedo sempre ‘il solito’. Un po’ ci godo e fa pure fico. Oggi invece, tanto per cambiare, ho preso un bel piattino di lampredotto coi porri, rosetta e gotto di vino rosso, degustato felicemente a sedere su uno degli strapuntini che si trovano al banco. Infatti Fulvio è rimasto un po’ sorpreso tanto che aveva avviato subito a farmi il panino. Una parentesi gastronomica davvero piacevole e goduriosa tanto che volevo fare il bis. Meno male non ho assecondato la mia gola. Mi sarei ritrovato in ufficio a rantolare dal sonno davanti al pc per il mega abbiocco post-pranzo.

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11
dic 09

il solito pollo?

durelli di polloOvviamente no.
I durelli di pollo o le ‘cipolline’, come diceva i mi babbo, sono una delle parti finali del sistema digestivo del pollo. Hanno una parte consistente di muscolo e quindi di carne dura e di lunga cottura. Appunto da qui il nome ‘durelli. Cipolline non so se le chiamava così solo il mi babbo o è un detto comune, fatto sta che vagamente, quando ancora sono interi, assomigliano a piccoli cipollotti. Essendo delle frattaglie, non sono viste di buon occhio dalla maggior parte delle persone. Rientrano nella dicitura del quinto quarto.
Oggi le ho assaggiate nella mia osteria preferita e quando ci sono, non me e faccio mai scappare. Le preferisco però con un po’ di sughetto anche se al brodo vanno benissimo.

Se volete cimentarvi in un piatto semplice  ma non veloce, provate così:

In una pentola (meglio di coccio) mettere a scaldare dell’olio di oliva e fateci soffiggere una piccola cipolla. A chi piace anche un piccolo peperoncino piccante. Io preferisco il pepe, in fondo. Quando la cipolla è un po’ andata unite i durelli già preparati e lavati, salateli, e fateli rosolare ben bene. Eventualmente sfumateli con mezzo bicchiere di vino rosso. Sfumato il vino continuate la cottura con del brodo oppure, se non l’avete, acqua calda con una punta di Ortolina . Abbassate il fuoco e coprite. Dopo una mezz’ora mettete altro brodo, se serve, e aggiungere pomodori pelati, preventivamente schiacciati. Richiudete e continuate la cottura finchè la carne non sarà abbastanza tenera. Alla fine aggiustate con sale e abbondante pepe.

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