Posts Tagged: appunti di viaggio


8
ott 10

Nepal & India, seconda parte…


leggi anche i primi giorni …

Giorno 6

Sveglia di buon ora per recarci al tempio di Dakshinkali dove le persone vanno per fare offerte agli dei sacrificando alcuni animali come capretti e polli. In pratica, col proprio animale da sacrificare, ci si mette in fila e quando è il nostro turno porgiamo il povero animale ad un addetto che in cambio di qualche rupia ve lo sgozza in diretta, getta il sangue al centro del tempio e vi rende l’animale che poi sarà cucinato di li a poco per il pranzo. A concludere questo quadretto di festa o rito popolare non possono mancare le varie bancarelle che vendono dolciumi e roba fritta. Mi ricorda molto una sagra di paese. Da qui, dopo un’ora di cammino tra i campi, abbiamo visitato Pharping. Un semplice villaggio di contadini con case basse e molti campi. Sulla via di ritorno per Kathmandu ci siamo fermati anche a Chobar. Me lo ricordo bene perché sembra la famosa marca per cioccolate calde. Ore 13 circa, siamo nella Durbar Square di Kathmandu. visita veloce a Freak street e alla casa della Kumari. (link)  Ripartiamo alla volta di Swayambhunath dove troviamo lo stupa di Budda con le scimmie. E’ situato su un monte che domina tutta la valle di Kathmandu.  Foto di rito con panorama. All’interno alcuni monaci erano intenti a letture sacre accompagnati dal loro canto rituale. A fine giornata rientriamo in albergo. Un salto all’internet point (1 rupia al minuto) e poi tutti a cena all’Himalaya. Cena a base di involtini himalaiani, riso con verdure, i buonissimi momo anch’essi alle verdure, varie palline di non so che cosa e alcune zuppe. Le ragazze del gruppo sbavano per il cameriere, Raz, che ci serve. Spesa per 6 persone 1325 rupie. Ore 23 tutti a nanna.

Giorno 7

Oggi partenza da Kathmandu e andiamo a nord. Risaliamo la valle fino ad arrivare a Nagarkot. Dopo circa un’ora e mezza di strada  visitiamo la fonte sacra e dove troviamo anche un sadu dai lunghissimi capelli. Ovviamente sono arrotolati sulla sua testa ma per una mancia ce li mostra in tutta la sua lunghezza. Dal primo piano di una casetta arrivano fin quasi a terra. Alcuni si purificano con l’acqua che sgorga da alcune fontanelle in un muro di pietre. Dicono che l’acqua arriva direttamente dalla catena Himalayana. Si riparte. arriviamo ad un piccolo paese dove, sul fiume, si sta celebrando un funerale e conseguentemente il rito della cremazione. visitiamo il piccolo complesso di templi di Dhulinkhel. Ripartiamo ed andiamo verso Namobuddha dove è possibile visitare un altro complesso di templi. La visita merita veramente. Dopo ci avviamo a piedi, attraverso la rigogliosa e folta vegetazione ed il nostro trekking dura circa un’ora e mezza. Durante la camminata vediamo le tipiche case di montagna nepalese fatte con il tetto di paglia di riso e la facciata bicolore. Marrone sotto, fatto con lo sterco delle vacche (dice per scacciare i serpenti) e sopra un bel color ocra. Facciamo la conoscenza anche con alcuni bambini del posto intenti a giocare con una rudimentale altalena. roba da far sbiancare di paura le isteriche mamme occidentali. Diamo loro qualche caramella e ci facciamo qualche foto insieme. Finiamo la sgambata e stanchi ritorniamo al nostro bussino. Si riparte verso Nagarkot, all’albergo. Siamo a circa 2200 metri di altitudine e dalla visuale dell’albergo si dovrebbe intravedere la catena Himalayana. L’albergo è carino e ci sistemiamo per la notte. Stanchi ma felici alle 19 ceniamo. Affamati come lupi ci abbuffiamo di ogni bendidio. Domani all’alba, col tempo buono, vedremo le cime Himalayane. Lena inizia a non stare bene. Diarrea e vomito. Ma di brutto. Verso le 22 andiamo a letto. Continue reading →

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29
lug 10

Nepal & India… insieme

Giorno 1

Finalmente riusciamo a partire. Dopo innumerevoli ripensamenti e disdette è confermato: si parte.
Ci ritroviamo con i nostri amici sotto casa e belli pimpanti ci avviamo verso l’aeroporto di Firenze.
Ci mettiamo in file al check in ma ecco il primo intoppo: Paolo non trova il passaporto. Ormai manca poco per imbarcarsi e i minuti passano velocemente. Paolo inizia a frugarsi e piano piano inizia a spogliarsi. Mi sembra di rivedere la scena in cui a Fantozzi cade la bomba a mano nella manica. Io e gli altri ci pieghiamo dal ridere mentre Paolo si esibisce in questa buffa e frenetica danza. Finalmente guarda nel posto più ovvio del mondo, ovvero il marsupio, ed il suo passaporto salta subito fuori. Controlli di rito, imbarco, partenza, panino marmato servito quasi al volo ed arriviamo a Francoforte. Li ci uniamo al gruppo, arrivato da più parti d’Italia. Nuovi controlli e via verso la capitale indiana, Delhi.

Giorno 2

Il volo è andato regolare a parte due bambini che hanno pianto per il 90% del tempo. Vabbé, finalmente arriviamo nel bel mezzo della notte, alle 2 ora locale. E’ ancora buio a Delhi. Ci avviamo alla dogana ed ecco un nuovo dramma. Quelli del consolato indiano hanno sbagliato la dicitura sul visto ed invece di essere di tipo multiplo è quello singolo. Questo comporta che possiamo entrare ufficialmente in India solo una volta e quindi, dovendo poi proseguire per il Nepal, non possiamo uscire e rientrare ma solo transitare. Assurdo! Dovremo aspettare fino alle 19 del giorno dopo e rimanere intrappolati dentro all’aeroporto. Iniziamo estenuanti trattative con il poco personale disponibile a quell’ora e intentiamo qualche rumorosa protesta. Da questo episodio iniziamo a conoscere il carattere indiano… Dicono sempre di si (scuotendo il capo lateralmente) ma poi non fanno niente.
Se andate in India tenetelo presente e fateci l’abitudine, i vostri nervi vi ringrazieranno. Così, lasciati in balia di qualche vaga spiegazione, iniziamo il nostro bivacco dentro l’aeroporto. Ognuno si arrangia come può. Chi si apre il sacco a pelo e si sdraia per terra, chi inizia nevroticamente a mangiare. L’aria all’interno dell’aeroporto è impregnata di qualcosa che sembra gasolio e non si contano i nuvoloni di zanzare. Inoltre le poche poltroncine disponibili hanno tutte i braccioli e questo ci impedisce di sdraiarcisi sopra comodamente. Dopo varie ore assumiamo le posizioni più disparate in cerca di un minimo sollievo. L’acqua in bottiglia è carissima e tutto sembra approfittare della nostra situazione. Qualcuno dorme, o almeno sembra…

Giorno 3

Stanchi e stravolti dalla nottata quasi insonne aspettiamo di poter riprendere i nostri bagagli, che nel frattempo avevano girato all’infinito sui rulli al di là della dogana. Parole crociate, bestemmie e bischerate varie diventano il nostro pane per cercare di far passare un po’ il tempo. Questo scherzetto del visto sbagliato dall’agenzia ci fa saltare il mini tour a Delhi e che ormai, per questo viaggio, non vedremo. Peccato. Continue reading →

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27
lug 10

Namibia, seconda parte…

Giorno 10

Ore 7. Si parte.
Oggi vedremo le famose piante millenarie, le Welwisha mirabilis. Una specie autoctona di piante grasse. Le ultime rimaste, oggi, hanno anche 1500 anni. Sono sempre li, a dispetto del clima torrido, del vento e delle azioni dell’uomo. Sulla strada del ritorno facciamo colazione. Ora puntiamo alla riserva marina di Cape Cross. Arrivati, scendiamo dalla nostre jeep e subito veniamo assaliti da un forte odore acre e, diciamolo pure, puzzolente. E’ il guano di centinaia di otarie che in questo periodo stazionano qui. Metto il tele ed inizio a fare le mie foto. I lamenti degli animali coprono il rumore del vento, mentre il mare spazza la costa. Un coyote si aggira nel branco di otarie. Un’occhiata veloce e con un guizzo furtivo porta via un piccolo, forse già morto, ad un’otaria. Lo spettacolo non è dei più belli ma è questa la vita reale, la vita che animali e persone sostengono qui, ogni giorno, in Africa. Niente è dato per scontato. Bisognerebbe ricordarselo più spesso. Dopo Cape Cross ci dirigiamo verso la vicina Skeleton Coast. L’ingresso chiude alle 15, dobbiamo fare i biglietti e registrarsi. L’area è molto grande e i rangers ci avvertono di stare sulla strada. La presenza di alcune mine, residuati di qualche guerra passata, ci tengono un po’ col fiato sospeso. Facciamo diversi chilometri all’interno ma non troviamo alcun relitto da avvicinare in sicurezza. Bisognerebbe avere una mappa dettagliata con percorsi precisi per trovarli, oppure bivaccare all’interno dell’area e riprendere la ricerca il giorno seguente. Ci fermiamo e facciamo qualche passo, anche per sgranchirsi un po’ le gambe. Il paesaggio è davvero lunare. Solo il rumore del vento ed un sole calante all’orizzonte sono le uniche cose animate di questo momento. Il filo spinato e alcune bandierine ci ricordano e avvertono delle mine… Dispiaciuti di non aver dato l’assalto ai relitti ci avviamo verso l’uscita est e puntiamo diretti al prossimo punto di campeggio. Siamo in ritardo e guidiamo un po’ con il buio. Arriviamo verso le 20 a Khorixas link . Finito di montare le tende andiamo a mangiare al piccolo, ma carino, ristorante del campeggio. Molti gatti a giro, suricati e perfino un babbuino ed uno struzzo. La notte scorre tranquilla sotte le stelle africane…

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20
lug 10

La mia Namibia …

Agosto 2006
Giorno 1

Eccomi di nuovo, da solo, in partenza per un altro viaggio. Quest’anno inizio con un continente tra i più affascinanti, forse il più affascinante fra tutti: l’Africa.
Terra di estremi contrasti, terra di guerre, di miseria ma anche terra di gente incredibilmente ‘umana’, dignitosa e coraggiosa. Il mio viaggio inizia con l’incontrare la mia nuova compagna di viaggio. Alla stazione di Firenze incontro Cinzia. Una pimpante e allegra quarantenne. Noi siamo gli unici che partiamo da Firenze e quindi faccio il viaggio in treno verso Milano insieme a lei. A Milano Malpensa, ci ritroviamo con altri partecipanti. Il volo per Francoforte va via liscio e li incontriamo il resto del gruppo proveniente da Roma. Saluti rituali e prime valutazioni ‘a freddo’ tra i partecipanti. Il gruppo è abbastanza eterogeneo tranne qualche persona over cinquanta. Spesso non è un problema, anzi, quelli che rompono di più sono giovani che all’occorrenza o problema non sanno cavarsela. Ci imbarchiamo regolari con la South Africans alle 20.45. Il volo notturno è tranquillo e dopo un paio di films in inglese mi addormento. Hostess cortesi e buon cibo. Iniziamo bene…

Giorno 2

L’atterraggio è come da programma e alle 7.20 locali siamo in Sud Africa a Johannesburg. Ci sgranchiamo un po’ le gambe in giro per l’aeroporto a curiosare e intanto ci mettiamo in attesa del volo per la capitale namibiana; Windhoek. Arriviamo tutti alle ore 11.55 ora locale, tutti tranne il mio bagaglio. Cacchio! E meno male avevamo iniziato bene (mi ci è voluto qualche giorno per trovare l’ottima configurazione tra zaino, tenda, sacco a pelo e tutto il resto, insaccato poi nel copri-zaino Ferrino). Con Michele facciamo la denuncia al Lost & Found ed andiamo poi al nostro alloggio al Roof of Africa, molto confortevole e carino. Il gruppo si divide e mentre alcuni vanno a prendere le attrezzature per il campeggio, io insieme a Wilma, Cristina, Monica e Maria andiamo al supermercato più vicino per acquistare i generi alimentari e tutto il resto. E’ banale ma visitare un supermercato ti da subito una prima indicazione delle abitudini locali e comunque ti fa anche capire che la globalizzazione incombe, dappertutto. Facciamo una spesa tremenda e riempiamo 4 carrelli. Tutti ci guardano. Mi sento un po’ a disagio. La nostra opulenza e l’abitudine a consumare oltre il necessario contrasta pesantemente qui, in questo luogo. Paghiamo ed usciamo. Ci incontriamo con gli altri al Roof e dividiamo sia il materiale sia il cibo fra le tre Nissan bianche 4×4, ritirare qualche ora prima. La sera facciamo la nostra prima cena, degna di questo nome, mangiando al ristorante dell’hotel. Tutto abbastanza buono per me, qualcuno invece storce il naso. Speriamo bene… Essendo poi senza bagaglio e attrezzature da campeggio inizio a fregare un po’ di cose. Al ristorante frego un coltello ed una forchetta ed in albergo un asciugamano. Mi saranno utili per i prossimi giorni. Dopo tutti a letto presto, che domani inizia il viaggio.

Giorno 3 Continue reading →

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16
lug 10

Argentina e Cile (Patagonia)

Settembre 2009

Giorno 1

Partito.
Sono partito per il mio ennesimo viaggio in capo al mondo. Stavolta meglio dire ai ‘piedi del mondo’. Vado in Patagonia. Terra lontana, terra estrema. Il treno parte regolare, è il freccia rossa, quello nuovo. A me sembra uguale a quello che c’era prima. A Fiumicino incontrerò i miei nuovi compagni di viaggio. Ogni volta la curiosità di vedere volti nuovi è grande. (Queste note le scrivo in fretta e tralascio molto l’ortografia ed il senso a volte non si capirà bene. Abbiate pazienza.)
Incontro con quelli che saranno i miei compagni di viaggio per tre settimane. Coordinatore Giovanni, un tipo atletico molto giovanile. Io mi aspettavo un classico pensionato e invece promette bene. Gli altri sono tutti ragazzi molto giovani. Giacomo e dell ’89 gli altri due ancora non so. Domani chiederò. La cena in aereo faceva letteralmente schifo: una lasagnetta con cremina e piselli poi sotto pura colla di pasta, mangiata lo stesso per la fame. Meno male che c’era una vaschetta di biscotti e formaggio fresco spalmabile. Per iniziare ho chiesto pure una ‘cerveza’. Adesso smetto di scrivere perché il pasticcone di sonnifero sta facendo effetto e scrivere diventa difficile sulla tastiera del mio fido iPhone. Sono più le parole che sbaglio che quelle corrette.
Buena noche. Ci vediamo domani a Buenos Aires.

Giorno 2

Oggi secondo giorno di viaggio. Dopo un volo molto tranquillo ( forse dovuto proprio al pasticcone) alle 5.00 siamo atterrati a Buenos Aires. Città enorme e tipicamente sud americana. Sporco un po’ ovunque , inquinamento acustico e di traffico. Molti visi occidentali. Molto probabilmente dovuto alle diverse etnie di migranti giunti il secolo scorso. Preso la metropolitana siamo sbucati in Plaza de Mayo. Molto bella e ventosa. Facciamo qualche quadra a piedi (così si chiama l’isolato) ci avviamo al mercatino di San Elmo ma troviamo tutti i negozi chiusi. Torniamo indietro verso Plaza de mayo. Mangiamo delle impanadas per strada e ci facciamo qualche birra. Il tutto per ingannare il tempo ed arrivare all’ora giusta per prendere l’aereo per Trelew. Dopo un paio d’ore di attesa siamo in partenza e dopo 1h40′ di volo, arriviamo. Appena atterrati il fresco del sud inizia a farsi sentire con i suoi sette gradi. Adesso, mentre in Italia l’estate volge al termine, li siamo a fine inverno. Prendiamo la navetta e andiamo a Puerto Madryn. Li abbiamo il nostro ostello, dalla signora Anna. Ostello essenziale ma pulito. Scarichiamo i bagagli e subito al ristorante El Nautico; il meglio di Puerto Madryn. Cucina tipica di carne e pesce. Davide Manuela e Giovanni prendono una specie di manzotin con patate mentre Giacomo una frittura di pesce ed io una bella bistecca patagonica al sangue e, non contenti, con un bell’ uovo sopra. La carne e buona. Mangiamo con soddisfazione e poi torniamo all’ostello per una doccia calda e una sana dormita. Anche il secondo giorno di spostamento è andato.
Buona notte

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14
giu 10

i miei Viaggi…

Post velocissimo per iniziarvi ad un’altra mia grande passione. Dopo la cucina e la fotografia, ci sono i viaggi. Starei in viaggio per sempre, se solo potessi. Non mi ricordo dove ma da qualche parte ho letto e poi usato, come motto, questa frase: “la vita è un viaggio e viaggiare e come vivere due volte”
Quindi, cliccando in alto a destra su Pagine e poi Viaggi, arriverete ad un duplicato di questa pagina con relativi link a racconti e foto di viaggi fatti in giro per il mondo.
I racconti non ci sono ancora tutti in quanto li devo ritrascrivere dai miei blok notes e li aggiornerò via via.
Spero che comunque vi piacciano e che vi stimolino a partire.
Un viaggio ci arricchisce, sempre.

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14
giu 10

La mia Namibia …

Agosto 2006
Giorno 1

Eccomi di nuovo, da solo, in partenza per un altro viaggio. Quest’anno inizio con un continente tra i più affascinanti, forse il più affascinante fra tutti: l’Africa.
Terra di estremi contrasti, terra di guerre, di miseria ma anche terra di gente incredibilmente  ‘umana’, dignitosa e coraggiosa. Il mio viaggio inizia con l’incontrare la mia nuova compagna di viaggio. Alla stazione di Firenze incontro Cinzia. Una pimpante e allegra quarantenne. Noi siamo gli unici che partiamo da Firenze e quindi faccio il viaggio in treno verso Milano insieme a lei. A Milano Malpensa, ci ritroviamo con altri partecipanti. Il volo per Francoforte va via liscio e li incontriamo il resto del gruppo proveniente da Roma. Saluti rituali e prime valutazioni ‘a freddo’ tra i partecipanti. Il gruppo è abbastanza eterogeneo tranne qualche persona over cinquanta. Spesso non è un problema, anzi, quelli che rompono di più sono giovani che all’occorrenza o problema non sanno cavarsela. Ci imbarchiamo regolari con la South Africans alle 20.45. Il volo notturno è tranquillo e dopo un paio di films in inglese mi addormento. Hostess cortesi e buon cibo. Iniziamo bene…

Giorno 2

L’atterraggio è come da programma e alle 7.20 locali siamo in Sud Africa a Johannesburg. Ci sgranchiamo un po’ le gambe in giro per l’aeroporto a curiosare e intanto ci mettiamo in attesa del volo per la capitale namibiana; Windhoek. Arriviamo tutti alle ore 11.55 ora locale, tutti tranne il mio bagaglio. Cacchio! E meno male avevamo iniziato bene (mi ci è voluto qualche giorno per trovare l’ottima configurazione tra zaino, tenda, sacco a pelo e tutto il resto, insaccato poi nel copri-zaino Ferrino). Con Michele facciamo la denuncia al Lost & Found ed andiamo poi al nostro alloggio al Roof of Africa, molto confortevole e carino. Il gruppo si divide e mentre alcuni vanno a prendere le attrezzature per il campeggio, io insieme a Wilma, Cristina, Monica e Maria andiamo al supermercato più vicino per acquistare i generi alimentari e tutto il resto. E’ banale ma visitare un supermercato ti da subito una prima indicazione delle abitudini locali e comunque ti fa anche capire che la globalizzazione incombe, dappertutto. Facciamo una spesa tremenda e riempiamo 4 carrelli. Tutti ci guardano. Mi sento un po’ a disagio. La nostra opulenza e l’abitudine a consumare oltre il necessario contrasta pesantemente qui, in questo luogo. Paghiamo ed usciamo. Ci incontriamo con gli altri al Roof e dividiamo sia il materiale sia il cibo fra le tre Nissan bianche 4×4, ritirare qualche ora prima. La sera facciamo la nostra prima cena, degna di questo nome, mangiando al ristorante dell’hotel. Tutto abbastanza buono per me, qualcuno invece storce il naso.  Speriamo bene… Essendo poi senza bagaglio e attrezzature da campeggio inizio a fregare un po’ di cose. Al ristorante frego un coltello ed una forchetta ed in albergo un asciugamano. Mi saranno utili per  i prossimi giorni.  Dopo tutti a letto presto, che domani inizia il viaggio.

Giorno 3

Partiamo da Windhoek verso Keetmanshoop seguendo la strada B1. Il viaggio è lungo ma è anche questo il bello.  In Namibia le strade sono identificate dalle lettere dell’alfabeto e più alta è la lettera più in buono stato è la strada. Le strade B sono quelle asfaltate simili alle nostre superstrade poi dopo ci sono le C, con un buon sterrato fino ad arrivare alle E che sono quasi delle mulattiere. Siamo freschi e ci fermiamo poco, solo per mangiare qualcosa. Qualcuno trova una specie di pizza ai peperoni e cipolla alta 5 cm. Dopo i primi titubanti bocconi  ci avventiamo su quei poveri tranci di pizza. Penso che li digeriremo tra due o tre giorni. Meglio così. Nel tardo pomeriggio Concetta sta male e ci fermiamo lungo la strada al primo  pseudo-bar che troviamo. I primi malori da viaggio iniziano a dare problemi. Dopo 30-40 minuti la situazione non migliora e quindi allungo a Concetta due pasticche di Imodium e ripartiamo verso il nostro albergo al Quivertree Forest Rest Camp. Queste soste non programmate ci fanno arrivare col buio e così montiamo le tende con le luci delle auto. Abbozziamo una cena veloce con le prime scatole di mais e piselli del giorno prima. Si mangia veloci e tutti a nanna presto anche perché oltre alla stanchezza c’è anche un bel vento teso che spazza le nostre piazzole. A Concetta abbiamo trovato un  bungalow e dorme li, mentre io , senza la mia tenda nuova, dispersa chissà dove in terra d’Africa, dormo con Cinzia.

Giorno 4

Oggi sveglia presto, alle 6.30, e senza colazione decidiamo di fare una breve passeggiata per vedere la KokerBoom Forest all’alba. Ci troviamo in questa strana ‘foresta’ di alberi. Alberi davvero strani che mai avevo visto prima. Sembra di guardare direttamente nel passato, nella preistoria. Tornati indietro facciamo colazione a modo (io ho comprato un bel barattolo di burro di noccioline) e smontiamo le tende. Prima di andare via il padrone del camp ci fa fare il nostro primo incontro con due ghepardi in cattività. Sono fratello e sorella, orfani dei loro genitori. Al primo ‘soffio’ di uno dei due ghepardi parecchi, Jurghen in testa, risalgono impauriti sulle jeep. Io, sarà perché avendo dei felini in casa riesco a intuire il loro stato di irritazione o forse più probabilmente per incoscienza, rimango giù a qualche metro e faccio decine e decine di foto. Dopo questo bellissimo incontro ripartiamo verso Keetmanshoop. Li facciamo la nostra piccola spesa. Io, rimasto senza bagaglio, vado a cercare un po’ di vestiti. Mutande, ciabatte, e qualche paia di calzini sono il mio obiettivo. Mentre parcheggio un ragazzino si propone come ‘antifurto umano’ per la mia jeep. Mi dice che la guarderà lui e così gli allungo due dollari namibiani. Finiti i folli acquisti facciamo il pieno di carburante e qualcuno compra della buona Amarula a 58 $ namibiani. Questa Amarula è un liquore cremoso, tipo Bayles, ed è fatto con delle bacche africane di cui gli elefanti sono ghiotti. Si rivelerà la compagna delle tanti notti africane. Sfamati, dissetati e rivestiti imbocchiamo la strada D e ammiriamo il fantastico paesaggio fino a Ai-Ais. Il campeggio è situato in una gola tra le montagne ed il posto è abbastanza carino, anche se un po’ turistico per i miei gusti. Ci accampiamo nel giardino e, torcia in testa, iniziamo il nostro pic-nic notturno con dell’ottima carne cotta sulla griglia. Dopo cena Amarula per tutti. Ad Ai-Ais ci sono anche delle piccole terme e qualcuno ne approfitta per fare un bagnetto. La piscina è aperta, sempre.

Giorno 5

Driiin!!!! Suona la sveglia. Oggi levataccia, sono le 5.30. Con le prime luci dell’alba smontiamo le tende e facciamo colazione. Ogni tanto spunta qualche cosa nuova da mangiare, qualche ‘troiaio’ ipercalorico o del pane ammosciato. Io non mi faccio mai troppi problemi nel mangiare, e si vede. Comunque durante il giorno le soste non sono sempre assicurate e le cose da fare invece sono sempre molte, quindi meglio approfittare. In questo viaggio infatti siamo noi alla guida e questo ci impegna e stressa parecchio. Animali, persone e forature sono sempre in agguato. Oggi partiamo alla volta delNAMIBIA Fish River Canyon - Appunti viaggio Rik Quellicheilgiovedi grande Fish River Canyon link. Le strade in Namibia sono lunghissime ed i nostri occhi spaziano senza posa nell’immensa pianura africana. Questa cosa mi da un senso di libertà enorme e mi fa stare bene, parecchio bene. Poco prima dell’arrivo alla nostra jeep si rompe il collettore della marmitta ed il rumore del motore si fa assordante. Sembra di guidare un bolide da formula uno, ma solo per il casino che fa. Al nostro arrivo parcheggiamo rombando e non ci accorgiamo che poco più in la stanno girando un film o un documentario. Il regista ci guarda male e borbotta qualcosa. Indubbiamente abbiamo interrotto qualcosa. Scende e faccio le mie foto. La macchina fotografica è quasi nuova e non gli risparmio niente. Arriviamo al punto panoramico ed osserviamo il grande canyon. Bellissimo. Colori indescrivibili. Rombando e facendo bestemmiare nuovamente tutta la troupe ci incamminiamo verso Luderitz link. Durante il viaggio Concetta sta ancora male e ci fermiamo diverse volte. Ha la febbre. Arriviamo stanchi a destinazione verso le 20 ed è già buio. Loschi figuri in giro e aria umida e fredda. Alloggiamo al Kraz Platz Guest House. Per cena ci attende dell’ottima carne locale però cucinata alla tedesca. Io e Paolo infatti prendiamo uno stinco di maiale e birra. Insieme ad altri ci fermiamo anche dopo cena per le ultime bevute. Si chiacchiera e si ride… la compagnia è allegra. Ben oltre mezzanotte andiamo a letto. Prima della cena la buona notizia. Il mio bagaglio è stato ritrovato e me lo stanno portando. Forse domani lo riabbraccerò.

Giorno 6

Anche oggi ci svegliamo presto ed ormai questa cosa è diventata una costante. I viaggi come questo non sono fatti per rilassare il corpo. Qui il corpo lavora eccome ma quello che è più importante e riuscire a rilassare la mente. So che tornerò a Firenze stanco fisicamente ma ritemprato nello spirito e nella mente. La marmitta della macchina è sempre rotta e dobbiamo riuscire a trovare un meccanico. Io, Jurgen e Barbara andiamo in paese alla ricerca. Sfortunatamente per noi oggi è domenica e l’unica officina di Luderitz è ovviamente chiusa. In più, essendo domenica, sono previste anche alcune ore di black out per lavori alla vicina centrale elettrica. Siamo davanti all’officina con sguardo mesto pensando sul da farsi ed intanto un pickup rallenta e si ferma. Scende un tizio e incredibilmente si avvia verso l’officina e la apre. Ci fiondiamo dentro e scopriamo che lui è il gestore e meccanico. Che botta di culo tremenda!!! Si offre per la riparazione senza batter ciglio. Io ringrazio tutti i santi che riesco a ricordare.. La macchina viene messa sul ponte e la marmitta smontata. Il tizio però ci dice che deve fare la saldatura altrove in quanto la corrente è stata staccata. Così parte e rispunta dopo un’oretta circa. La riparazione ci costa un’ora e mezza di tempo e un bel po’ di soldini ma non potevamo fare altrimenti: 700$ namibiani (circa 80€)
Mentre siamo dal meccanico gli altri sono in giro a visitare la cittadina che è motlo caratteristica in quanto quasi tutte le costruzioni richiamano lo stile bavarese dovuto principalmente al fatto che questa era una colonia tedesca. Ripartiamo verso le 9.30, facciamo benzina e ci dirigiamo verso Sesriem link . La tappa di oggi è molto lunga, circa 600 km e 2 forature ci fanno arrivare quasi a chiusura del campeggio. Montiamo le tende al buio e ormai la cosa ci viene automatica. Pochi minuti e via. Ci rifacciamo la sera a cena. Una spettacolare cena sotto le stelle al Sossuvlei Lodge. link. Carni di tutti i tipi, cotta la momento sulla piastra. Impala, ornitorinco, zebra, struzzo e coccodrillo sono i piatti forti. Mangiamo come maiali e ci rilassiamo veramente. Dopo la cena il mio bagaglio è arrivato per davvero e dopo 6 giorni proprio non ci speravo più. Rivedo tutta la mia roba e sono proprio contento. Dopo cena ritorniamo verso le nostre tende ed attraversiamo un piccolo tratto di deserto alla luce delle torce elettriche. Tira molto vento e fa piuttosto freddo. Ormai, anche se ho la mia tenda, dormirò con Cinzia.. La sua tenda e grande ed in due si rimette a posto meglio.
Buona notte.

Giorno 7

Tanto per cambiare sveglia presto; alle 4.30. Sulle tende e sui parabrezza delle auto troviamo una bella brinata. Sicuramente durante la notte siamo andati intorno allo zero o poco sotto. ci prepariamo per ammirare l’alba sulle dune e partiamo alla volta si Sossusvlei che dista circa 40 km. Percorriamo la bella strada e lungo il tragitto passiamo dalla famosa duna 45 link. E’ una delle dune più fotografata al mondo in quanto ogni gruppo turistico si ferma li. Noi proseguiamo ed arriviamo alla piazzola da dove parte la pista sabbiosa e dove partono solo le jeep 4×4. Da li mettiamo le quattro ruote motrici e ci lanciamo nella guida nella sabbia. Saliamo sulle dune. La sabbia è umida e pioviggina leggermente. Il percorso è abbastanza agevole e si suda. Arrivati in cima ci scateniamo a fare foto. Passiamo alcune dune e scendiamo nel letto di una grande pozza ormai essiccata. Faccio un sacco di foto alla flora e alla fauna locale. Strani fiori e qualche bel ragno. Arriviamo camninando nella Death Valley che altro non è che un antico lago prosciugato con spettacolari e tetri alberi, ormai morti. Il panorama è suggestivo e mille sensazioni mi avvolgono. La piana è completamente bianca ed il bagliore prodotto dal sole è accecante. Sarebbe un ottimo posto per un’abbronzatura veloce. Anche qui faccio un sacco di foto con la ia reflex. Dopo la visita facciamo colazione e con calma ripartiamo. Nel primo pomeriggio portiamo una delle nostre macchine a riparare una gomma forata mentre altri fanno benzina e comrano un po’ di biltong che è una carne essiccata e speziata che vendono moltissimo qui.Vicino al campeggio e visto l’approssimarsi del tramonto, decidiamo di fare un po’ di foto in cima ad una duna. Partiamo tutti belli pimpanti e carichi ma la salita si dimostra più dura del previsto. La duna che sembrava una piano piano si moltiplica e a poco poco miete le prime rinunce. Io ormai ho rotto il fiato e passo avanti. ormai ho staccato tutti ma ho il cuore il gola. Se muoio sarò felice di morire qui. il posto è magnifico e ti riappacifica con tutto. Arrivato in cima dstrutto inizio a posare il cavalletto per la reflex. Dopo un po’ arrivano anche qualcuno degli altri. Il sole cala e ci regala dei colori bellissimi. Dietro a noi la vallata di sabbia e verde si colora di un rosa tenue e con la mia reflex cerco di catturare il più possibile questo momento magico. Stanco ma contento ridiscendo con gli altri. Io, Cinzia, maria e Paolo ritorniamo al ristorante. Stesso menù. Gli altri rimangono in tenda a farsi del riso. La giornata è stata intensa e alle 22 siamo già tutti a letto.

Giorno 8

Ci svegliamo nuovamente all’alba, ormai è un fatto assodato, ed il rituale delle tende si ripete. Sopra le tende però c’è del gelo e dovendo partire le mettiamo via piuttosto bagnate. In macchina ci dirigiamo verso Solitaire link. Come indica il nome questo paesino altro non è che un crocevia dove esiste solo un distributore e due case. Facciamo benzina e ci mangiamo un’ottima torta di mele che è la sola specialità del luogo. Sembra che Solitaire sia famoso per questa torta di mele. Mangiamo, facciamo qualche foto e ripartiamo verso Swakupmund link. Arriviamo nel primo pomeriggio e andiamo direttamente ai bungalow comunali. Smontiamo la roba in molti si rilassano. Io barbara e Michele andiamo in città a trovare un gommaio per comprare una nuova gomma per l’auto (900 $N) e appena fatto ci facciamo un giro per la cittadina. Molto carina, affaciata sul mare e con le caratteristiche case in stile tedesco.. Qui è tutto un po’ un’accozaglia di stili. Arriviamo fino al faro e all’imbrunire faccio diverse foto. Arrivata la sera, in una cucina attrezzata dei bungalow ci facciamo una bella pentola di riso al latte (ricetta di Tiziana) e mangiamo tutti insieme quel riso colloso. Purtroppo la pasta ed il riso quaggiù scuociono a vedersi ed è impossibile azzeccarne la cottura. Ormai siamo abituati. Dopo cena, la solita bevuta collettiva di Amarula e tutti a nanna.

Giorno 9

Oggi sveglia ad un’ora decente. Verso le 8.30 facciamo colazione e subito dopo andiamo all’appuntamento con Jerard, la nostra guida per andare sulle dune. Piccolo brefing con sitruzioni per guidare sulla sabbia, blocchiamo le ruote in posizione full 4×4 e ci dirigiamo sulla spiaggia. Oggi guiduiamo sulla battigia per 40 km. Non avevo mai guidato in riva al mare costeggiandolo. Anche questa è libertà, libertà di andare dovunque e vedere, vivere. Durante il tragitto incontriamo molte foche. Inevitabili le soste per le fotografie. L’aria è frizzantina e tira anche un po’ di vento. Arriviamo a delle dune più alte e all’Oasi di Sandwich Harbour. Qui saliamo letteralmente con le auto sopra alle alte dune e non mancano gli insabbiamenti. Quando si sale bisogna affondare il piede sull’acceleratore e non frenare ne metter mano al cambio. si sale e basta, in linea retta. Scendiamo e facciamo due passi. Jerard ci porta sull’orlo di una duna e mettendoci tutti in fila ci fa saltare a piedi pari tutti insieme giù per la duna. Un rumore stranissimo e mai sentito prima ci avvolge. E’ il famoso ruggito delle dune. E’ un effetto causato dai granelli di sabbia che rotolando su altri granelli come per un effetto a catena si genera questo suono sordo. Dopo si ritorna indietro purtroppo, salutiamo Jerard e ci dirigiamo in città all’agenzia per il volo aereo sul deserto del Namib e la Skelethon Coast. Qualcuno, un po’ timoroso di volare su questi piccoli aeroplani da 4-5 posti, rimane a terra. Io ed altri partiamo. Il nostro pilota è molto giovane e avrà al massimo 19 anni ed il cielo non è proprio terso. Speriamo che la cifra pagata valga la passeggiata aerea. Ci alziamo con grande fragore del motore e con le nostre cuffie belle calzate in testa ci inoltriamo nel cielo verso il deserto più antico del mondo; il Namib desert. Il volo procede ma dopo poco le nubi che erano all’orizzonte ci vengono incontro e ci avvolgono. Ora praticamente non si vede niente fuori dal finestrino e voliamo alla cieca. Il commenti che cinque minuti prima ci venivano spontanei si ammutoliscono e cala ungelido silenzio. Il giovane pilota smanaccia qualcosa alla radio e ai comandi e spesso guarda fuori dal finestrino. La tensione sale… Mi sembra che anche lui si sia perso senza punti di riferimento visibili. Le dune sembrano molto vicine. Per questo il pilota cerca di salire di quota per provare ad uscire dal banco di nuvole e dopo una decina di minuti riusciamo a vedere il sole. Michele, forse la tensione, forse il cibo, si sente male. Riusciamo comunque a vedere i famosi relitti che si trovano arenati lungo la costa, Relitti metallici incastonati tra la sabbia ed il mare. Prezzo per questa mezz’ora di quasi puro terrore ben 150 euri!!! Facciamo ritorno ai bungalow e mentre gli altri decidono di rifarsi, per cena, quella colla che chiamano riso, io e Paolo prendiamo la jeep e ritorniamo in città. Nel pomeriggio avevo visto un localino carino e coì ci facciamo una mega mangiata di pesce e molluschi con ostriche, cozze, gamberoni, aragoste e crayfish. Il tutto per circa 13 euro a testa. Dopo cena ritorniamo al campo e andiamo a letto stanchi morti ma felici.

Continua…

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25
mag 10

Viaggi…

Un’altra mia grande passione, dopo la cucina e la fotografia, sono i viaggi. Starei in viaggio per sempre, se solo potessi. Non mi ricordo dove ma da qualche parte ho letto e poi usato come motto, questa frase:  “la vita è un viaggio e viaggiare e come vivere due volte”
Quindi in questa pagina troverete qualche foto e racconto di viaggi fatti in giro per il mondo.
Spero vi piacciano e che vi stimolino a partire. Un viaggio ci arricchisce, sempre.

2009Argentina e Cile

2007/2008 – Finlandia

2006Namibia

2005 – Sri Lanka e Maldive

2004Nepal e India

2003 – New York

2001 – Perù e Bolivia

Nota: Per seguire gli aggiornamenti dei vari appunti cliccate sul feed rss aggiornamenti quellicheilgiovedi.it relativo e aggiungetelo ai vostri feed RSS

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