
Giorno 6
Sveglia di buon ora per recarci al tempio di Dakshinkali dove le persone vanno per fare offerte agli dei sacrificando
alcuni animali come capretti e polli. In pratica, col proprio animale da sacrificare, ci si mette in fila e quando è il nostro turno porgiamo il povero animale ad un addetto che in cambio di qualche rupia ve lo sgozza in diretta, getta il sangue al centro del tempio e vi rende l’animale che poi sarà cucinato di li a poco per il pranzo. A concludere questo quadretto di festa o rito popolare non possono mancare le varie bancarelle che vendono dolciumi e roba fritta. Mi ricorda molto una sagra di paese. Da qui, dopo un’ora di cammino tra i campi, abbiamo visitato Pharping. Un semplice villaggio di contadini con case basse e molti campi. Sulla via di ritorno per Kathmandu ci siamo fermati anche a Chobar. Me lo ricordo bene perché sembra la famosa marca per cioccolate calde. Ore 13 circa, siamo nella Durbar Square di Kathmandu. visita veloce a Freak street e alla casa della Kumari. (link) Ripartiamo alla volta di Swayambhunath dove troviamo lo stupa di Budda con le scimmie. E’ situato su un monte che domina tutta la valle di Kathmandu. Foto di rito con panorama. All’interno alcuni monaci erano intenti a letture sacre accompagnati dal loro canto rituale. A fine giornata rientriamo in albergo. Un salto all’internet point (1 rupia al minuto) e poi tutti a cena all’Himalaya. Cena a base di involtini himalaiani, riso con verdure, i buonissimi momo anch’essi alle verdure, varie palline di non so che cosa e alcune zuppe. Le ragazze del gruppo sbavano per il cameriere, Raz, che ci serve. Spesa per 6 persone 1325 rupie. Ore 23 tutti a nanna.
Giorno 7
Oggi partenza da Kathmandu e andiamo a nord. Risaliamo la valle fino ad arrivare a Nagarkot. Dopo circa un’ora e mezza di strada visitiamo la fonte sacra e dove troviamo anche un sadu dai lunghissimi capelli. Ovviamente sono arrotolati sulla sua testa ma per una mancia ce li mostra in tutta la sua lunghezza. Dal primo piano di una casetta arrivano fin quasi a terra. Alcuni si purificano con l’acqua che sgorga da alcune fontanelle in un muro di pietre. Dicono che l’acqua arriva direttamente dalla catena Himalayana. Si riparte. arriviamo ad un piccolo paese dove, sul fiume, si sta celebrando un funerale e conseguentemente il rito della cremazione. visitiamo il piccolo complesso di templi di Dhulinkhel. Ripartiamo ed andiamo verso Namobuddha dove è possibile visitare un altro complesso di templi. La visita merita veramente.
Dopo ci avviamo a piedi, attraverso la rigogliosa e folta vegetazione ed il nostro trekking dura circa un’ora e mezza. Durante la camminata vediamo le tipiche case di montagna nepalese fatte con il tetto di paglia di riso e la facciata bicolore. Marrone sotto, fatto con lo sterco delle vacche (dice per scacciare i serpenti) e sopra un bel color ocra. Facciamo la conoscenza anche con alcuni bambini del posto intenti a giocare con una rudimentale altalena. roba da far sbiancare di paura le isteriche mamme occidentali. Diamo loro qualche caramella e ci facciamo qualche foto insieme. Finiamo la sgambata e stanchi ritorniamo al nostro bussino. Si riparte verso Nagarkot, all’albergo. Siamo a circa 2200 metri di altitudine e dalla visuale dell’albergo si dovrebbe intravedere la catena Himalayana. L’albergo è carino e ci sistemiamo per la notte. Stanchi ma felici alle 19 ceniamo. Affamati come lupi ci abbuffiamo di ogni bendidio. Domani all’alba, col tempo buono, vedremo le cime Himalayane. Lena inizia a non stare bene. Diarrea e vomito. Ma di brutto. Verso le 22 andiamo a letto. Continue reading →










